Commenti recenti

Archivio

oggi
--- 2005 ---
--- 2004 ---
--- 2003 ---

Partecipano

Foto recenti

13/11/2003

"Ho cancellato il ricordo, e perché son caduto;
rammento stagioni in cui dietro ad un sole non chiaro
veniva improvviso quel freddo totale, assoluto,
e infine lamenti poi grida e bestemmie e uno sparo.
Guarda la guerra che beffa, che scherzo puerile,
io che non mi ero mai spinto in un lungo cammino,
ho visto quel poco di mondo da dietro un fucile,
ho visto altra gente soltanto da dietro a un mirino"

(Il caduto, Francesco Guccini)

"Non più i cadaveri dei soldati"
(La guerra di Piero, Fabrizio de Andrè)

Sono le prime parole che ho pensato, due citazioni, la seconda celeberrima, la prima sconosciuta ai più, nonostante la fama dell'autore. Le ho sempre collegate a guerre lontane, alle due mondiali ad esempio, e con tutta probabilità è pensando a quegli eventi che sono state scritte.
Pensavo alla brevi biografie dei caduti, accennate in alcuni siti internet. C'erano militari professionisti ed ormai esperti, ce n'erano di giovani in ferma breve, molti sarebbero tornati a giorni dalle loro famiglie. Alcuni, come il giovane sottoufficiale di Sant'Antioco, si erano forse arruolati perché non vedevano alternative alla disoccupazione o al precariato, e in pochi mesi di servizio sapevano di poter mettere da parte una discreta somma. Ma forse non è così importante, o lo è solo per noi italiani, e nemmeno lo sarà per tanto tempo. I diciotto caduti sono solo gli ultimi, in ordine di tempo, di quella realtà ingovernabile e ferita che è l'Iraq. Prima di noi altri militari, e poi una quantità che forse mai verrà censita di civili iracheni, colpevoli di essere nati nel luogo e nel momento sbagliato.
Il nostro presidente del consiglio ha chiesto che almeno per la giornata di oggi non si provocassero polemiche, per rispettare il dolore delle famiglie. Per qualche ora mi sono trovata d'accordo, ma mi sembrava di essere tornata all'11 settembre di due anni fà, quando avanzare un certo tipo di analisi su ciò che era appena accaduto era considerato nella migliore delle ipotesi eretico ed irrispettoso nei confronti di vittime e parenti, e nella peggiore come complicità con i terroristi. E tutti ricordiamo come quel silenzio, quell'autocensura, quel torpore della ragione siano durati forse troppo a lungo. Non credo che cercare di analizzare le cause e i possibili scenari futuri costituisca mancanza di rispetto, anzi forse potrebbe aiutare a dare un senso a quelle morti, e ad evitare di commettere gli stessi errori.
Non voglio ripetere considerazioni fin troppo ovvie (ma non per questo irragionevoli) sul giudizio negativo che da più parti si è dato a questa seconda campagna irachena, o sull'ipocrisia fatta sulla missione dei soldati italiani, definita eufemisticamente umanitaria e di conseguenza meno rischiosa. Ma fra i commenti di illustri giornalisti chiamati ad intervenire nei salotti più prestigiosi, mi ha colpito una lucida ed inquietante analisi del giornalista (mi sfugge purtroppo il suo nome, rimedierò) che dirige l'informazione su Rete All Music, canale di certo non votato all'approfondimento politico. Il giornalista prospettava un governo ancora più attivo sullo scacchiere iracheno, in virtù dell'accresciuta importanza acquisita per l'evidente fatto che "anche noi ora abbiamo offerto le nostre vittime alla causa irachena, non solo voi americani ed inglesi... ergo anche noi abbiamo diritto ad una fetta della torta". Sarebbe bello poter dimostrare che quel giornalista avrebbe fatto meglio ad occuparsi solo di musica.

Buona notte













postato da: Pescetrombetta alle ore 02:13 | link | commenti (1)
categorie: qui lo dico
05/11/2003

Buona mattina,

ha qui inizio il mio Web Log (chi non ne ha uno oggigiorno, dice benissimo il proprietario di uno dei blog italiani più interessanti, cioè Claudio Sabelli Fioretti). Credo sia d'obbligo una piccola presentazione. Mi chiamo Claudia, vado per il quarto di secolo, e vivo in quell'isola che i Fenici difesero strenuamente per la sua posizione strategica nel Mediterraneo (e gli americani sono oggi perfettamente d'accordo con i Fenici, data la quantità di basi militari che vi hanno costruito...), cioè la Sardegna. Sono abbastanza pigra, caratteristica che non si confà certo ad una buona "bloggista", ma estremamente curiosa di questo strano strumento inventato, per quel che ne so, non più di due anni fa. Non l'ho creato per comunicare le mie verità (nel caso ne avessi qualcuna, ma sarebbe più che patetico in ogni caso), né per costruire un microcosmo nel quale rifugiarsi (come già si può intuire dal messaggio di accoglienza alla sinistra del vostro schermo), ma per scambiare pareri, sensazioni, informazioni con chi vorrà leggermi, o con chi casualmente passerà da queste parti, su quello che ci capita ogni giorno (la polis nel senso più ampio), con l'auspicio e l'augurio (che faccio per prima a me stessa) che non ci lasci indifferenti.

A presto, e buona esistenza

postato da: Pescetrombetta alle ore 12:00 | link | commenti (10)
categorie: divagazioni, blog di servizio, qui lo dico