"Chi vive nel nostro tempo
è vittima di nevrosi. Per
vivere bene non bisogna
essere contemporanei"
(Ennio Flaiano)
A tutti i viaggianti, il mio benvenuto
Per chi vive a Sassari: sostenete Emergency! Al Toys Center (zona Predda Niedda nord, strada 18) sarà presente un banchetto di Emergency. I volontari impacchetteranno i vostri regali in cambio di un'offerta libera. Potrete inoltre trovare i tradizionali gadgets e tesserarvi all'associazione. Un banchetto di Emergency sarà inoltre presente presso il Teatro Verdi il sabato 20 (oggi!), in occasione dello spettacolo "Da vicino a lontano"
Dunque, la mia amichetta Lilla si è laureata con 102 ed un'esposizione da strafiga, Simone con 110 cum laudis (regge l'ablativo, vero?). E bravi i miei ragazzi!!
Segnalo una bella iniziativa dell'Arci
SASSARI - GIOVEDI' 18 DICEMBRE 2003 - ORE 17,30
PALAZZO DELLA PROVINCIA - SALA ANGIOY
ARCI - MAGISTRATURA DEMOCRATICA - MEGACHIP
PRESENTANO
SEDICIPERSONE
Le parole negate del bombardamento della televisione di Belgrado
Un documentario di Corrado Veneziano
Con la consulenza giuridica di Domenico Gallo
Seguirà dibattito con Corrado Veneziano e Domenico Gallo.
Intervengono: Rosario Cecaro e Costantino Cossu
La notte del 23 aprile 1999, la Nato bombardò gli studi della televisione nazionale di Belgrado, uccidendo sedici persone. Interno al più generale progetto di azzeramento delle gerarchie - e del regime - serbo, l'attacco fu preceduto e seguìto da altre incursioni: una guerra che ha goduto della attiva collaborazione militare italiana, e dell'utilizzo delle basi logistiche statunitensi presenti nel nostro territorio.
Se durante lo svolgimento del conflitto, la Nato parlò di "effetti collaterali", accennando a scuse più o meno formali o a errori di valutazione, in questo caso la troupe televisiva fu interpretata come "figura militare da contrastare nell'atto della sua funzione di guerra".
Ciò che accadde in quella circostanza vale la pena di essere ripreso e problematizzato. E' la prima volta che la stampa viene del tutto proposta come braccio armato di un regime, ed è il primo caso in cui la morte di una omogenea unità professionale (per l'appunto una troupe televisiva) non abbia sollevato le proteste in altri Stati di analoghe o contigue associazioni di categoria.
A nulla sono servite le cause intentate dai parenti delle vittime, né il richiamo a precise disposizioni del diritto internazionale, che parlano di liceità di un attacco militare solo nei confronti di obiettivi e di forze militari o di persone al seguito delle forze armate. La stampa è qui probabilmente intesa e proposta come accompagnamento ideale di una forza militare, e come tale repressa e combattuta.
Il lavoro che qui si propone vuole aprire una discussione partendo da questo circoscritto avvenimento: valutando differenze e analogie interne al lavoro della comunicazione e della stampa, problematizzando il concetto di libertà di pensiero e di divulgazione, denunciando ogni coinvolgimento dello Stato italiano in avventure belliche di ogni segno e colore. C'è un pensiero diffuso, in psicoanalisi, che vede, nelle operazioni di chi commette atti di repressione, una irrisolta proiezione personale. E se uno Stato uccide una troupe giornalistica, forse i suoi rappresentanti sono inconsciamente convinti che essa possa - debba - essere assoldata e servire con coerenza le istanze che il potere di quello Stato comunque le richiede.
C'è un luogo comune, in linguistica, che interpreta l'afasia come uno dei segnali di anticipazione dell'atrofia, e poi della paralisi, relazionale e argomentativa. Non vorremmo che la totale assenza di analisi e discussione su quel tragico avvenimento fosse una spia pericolosa di una profonda regressione, ideale e politica, nella quale siamo avvolti.
L'iniziativa promossa da Arci, Magistratura Democratica e Megachip è anche l'occasione per riflettere, alla luce dei recenti eventi bellici, sul ruolo del giornalista, per domandarsi se l'informazione giusta debba, allo stato, essere considerata un'utopia. Un giornalista che si sforzi di fare il suo dovere, sarà sempre soggetto a condanne e critiche. Il suo ruolo è quello di controllare i centri di potere, provocare i "cattivi" e le lobby che mentono. E quanto pesa la censura? La censura peggiore è quella che accade all'interno del sistema politico e comunicativo del proprio paese, sempre. Se il racconto di guerra risulta in contraddizione con quel famoso disegno d'ideal politik per cui hai venduto la guerra come inevitabile, come giusta, come umanitaria, necessaria, ogni notizia che contraddice questi grandi indirizzi, sarà minimizzata, censurata o impacchettata. In maniera che risulti un dettaglio del racconto. Il giornalismo di guerra, ha scoperto da tempo che sul campo di battaglia gli avversari sono le strutture militari, di qualunque parte esse siano. Non c'è più il nostro esercito, non ci sono più i nostri bravi soldati. Per vendere il prodotto guerra, vestito da ideal politik, chi gestisce la guerra deve ingannare: è il suo dovere. Il giornalista serio e in buona fede deve svelare l'inganno. Quindi è in posizione contrapposta anche al proprio esercito, all'esercito del proprio paese, che ha una missione fondamentale: raggiungere l'obiettivo politico fissato dal governo attraverso strumenti militari. Non credo sia mio dovere giornalistico accettare di essere militarizzato, vestire la tuta mimetica e mettermi le stellette. Ennio Remondino
Smascherare il potere, essere il convitato scomodo che fa domande, che ficca il naso oltre un'apparente e facile lettura della realtà: è questa l'utopia del buon giornalismo?. Sarà, inoltre, l'occasione per interrogarsi sullo stato di salute dell'informazione italiana, sullo sfondo di quel monumento al conflitto di interessi che è la legge di riforma televisiva Gasparri e di recenti fatti di censura ed epurazione dal servizio pubblico di apprezzati professionisti dell'informazione.
Corrado Veneziano è regista teatrale e docente di Linguistica all'Accademia nazionale d'arte drammatica "Silvio d'Amico".
Domenico Gallo, già senatore della Repubblica, è giudice presso il Tribunale civile di Roma.
Barriere architettoniche alla facoltà di scienze politiche di Sassari, domani ne parliamo. E quando ho un attimo di tempo per scrivere più di due righe parleremo anche di America Latina.
Muy buenas noches
Domani si laurea il mio amico Simone, dopodomani la mia amichetta Lilla. Un abbraccio ed un in bocca al lupo ad entrambi!
Perla dell'on. Nania a Ballarò. Commentando il messaggio che lo scorso luglio il Presidente della Repubblica ha inviato alla Camere Nania ha detto :"Quel messaggio era indirizzato a voi del centrosinistra perché quando eravate al governo (cioè due anni prima, nda) non avete fatto niente in materia". I fratelli Guzzanti sono due dilettanti... però loro non stanno al governo.
CIAMPI NON FIRMA L'OBBROBRIO GASPARRI, NOI SI TIRA (PER IL MOMENTO) UN SOSPIRO DI SOLLIEVO, E CI SI GODE LA SPLENDIDA GIORNATA!

Stasera, h 20.30 al Palalido di Milano, manifestazione contro la legge Gasparri e non solo, dal titolo "ORA BASTA". Per info dell'ultimo minuto info@laretedeimovimenti.it e www.laretedeimovimenti.it. Diretta internet cliccando http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=10
Ecco cos'è successo giovedì durante il programma Excalibur, quando l'onorevole Melandri ha deciso, indignata, di abbandonare la trasmissione. A voi il commento.
Buon sabato pomeriggio