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30/03/2004

Blog-mappa

Un...

Blog-mappa

Un
blog sta portando avanti un progetto titanico di
mappatura dei blogger del belpaese. Se non diventerà il pretesto per l'organizzazione di incontri manco fossimo in una chat sarà stato una buona ed originale idea. Voi che ne pensate?



postato da: Pescetrombetta alle ore 19:08 | link | commenti (2)
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Di cooperanti e d'al...

Di cooperanti e d'altri accidenti

Ho cercato di porre rimedio all'annoso problema dell'inserimento delle immagini, e soprattutto della loro visualizzazione. L'ho fatto sola soletta, dato che il mio disperato appello non è stato raccolto da nessuno, sigh sigh. Non ho ancora ben capito come mai nonostante abbia caricato le immagini nell'apposito spazio web all'uopo creato sia su supereva che su altervista le suddette non compaiano poi sul blog, lasciando come traccia solo il loro contorno con quell'insopportabile crocetta. Ho risolto alzando bandiera bianca e richiamando le immagini direttamente di siti di provenienza, anche se da qualche parte mi dissero che non è da blogger/navigatori educati. Ottimo, qualcuno mi spieghi ed io eseguo. Nel frattempo fatemi sapere se ci sono immagini che non si vedono, denghiu!

In un
blog che seguo e in cui ogni tanto intervengo oggi è comparso un post inquietante, che riporto.

IL TERZO MONDO E LA CARTITA' PELOSA
dall'avv. Lina Arena
Le iniziative alla Strada non aiutano il terzo mondo. Contribuiscono solo ad incattivirlo.Sono l'equivalente del contributo delle missioni cattoliche. Solo i liberalcapitalisti potranno sollevare le sorti di quelle terre e lo potranno fare in un solo modo: con gli investimenti produttivi di capitale. Un supermercato ogni km quadrato di deserto o di povertà contribuirà a farli diventare civili ed a superare le asperità della vita.

Costei è un personaggio che scrive spesso sul blog di Sabelli Fioretti, sostiene po
sizioni politiche di centro destra e provoca spesso e volentieri i lobbisti, come li chiama Sabelli, insistendo su magagne vere o presunte della sinistra (niente di male in tutto ciò, ovviamente). Il post di cui sopra tenta di attaccare Gino Strada e, addirittura, il mondo cattolico più impegnato nel sociale, con l'assurdo appiglio dell'accusa di non riuscire a risolvere i problemi del Terzo Mondo (orrida espressione, da quanti lustri ormai non si usa più?). L'intervento mi ha letteralmente disgustato per due motivi. Innanzitutto mi disturba profondamente che si faccia ironia su un argomento così serio. Scrivere una frase "un supermercato ogni km quadrato di deserto o di povertà contribuirà a farli diventare civili ed a superare le asperità della vita" qualifica chi l'ha ideata, la sua pochezza, la sua ignoranza (detto non in senso spregiativo, ma alla Aldo Giovanni & Giacomo, ignorante nel senso che ignora, non sa, non conosce). Non voglio dilungarmi sul significato di civiltà, ma dire che l'africano con l'anello al naso e il gonnellino che copre i gioielli di famiglia (perché è così che lo immagina la signora Arena, e con lei molti di noi occidentali) si evolverà e distrarrà entrando nell'oasi-supermercato è nella migliore delle ipotesi una cretinata, nella peggiore il delirio cieco di una persona in mala fede. Ironizzare su questo è a mio modesto parere vagamente macabro. In secondo luogo, risultato non secondario di sproloqui di questo genere è la messa in cattiva luce, o comunque l'estrema banalizzazione, di un'attività nobile ed utile come la cooperazione internazionale allo sviluppo (per i primi rudimenti vedi qua, cooperazione dalla A alla Z, mi sa che lo metto pure fra i link preferiti). Non si tratta solo di volontariato, che anzi rappresenta una parte minima dei cooperanti, ma di associazioni, o coordinamenti, quando va bene, o gruppi di ong e agenzie nazionali di cooperazione nazionali coordinati da Ue o Onu, quando va ancora meglio, che non hanno la pretesa di risolvere in due anni i problemi dei paesi economicamente meno sviluppati, ma di dare una risposta a circoscritti problemi concreti, e allo stesso tempo cercare di promuovere fiducia e pace. Lo scopo principale di un buon progetto di cooperazione e rendere autonoma la comunità che si è scelto di aiutare, l'utopia di un cooperante è di poter diventare un giorno disoccupato (non ricordo chi l'ha detto, appena lo trovo integrerò).
A prescindere (direbbe Totò e diceva mio nonno) da cooperanti più o meno famosi, dalle idee politiche di ognuno, e dagli scandali che non risparmiano nemmeno questo settore, la cooperazione è una cosa seria, riesce a fare molto, pur nel mare di ciò che sarebbe necessario, con pochissimi mezzi e nessuna pubblicità (che non so dire se sia un bene o un male...). Si capisce che vorrei diventare cooperante (e starei studiando per ciò)?
Buona serata!












postato da: Pescetrombetta alle ore 18:13 | link | commenti (6)
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28/03/2004

Mille, ancora mille....

Mille, ancora mille... (Cccp fedeli alla linea)

Mi son distratta un paio di giorni e abbiamo toccato quota mille accessi al mio precario. Che dire? Sono d'obbligo i ringraziamenti a chi è capitato da queste parti, soprattutto se poi ha deciso di ritornare. Non mi fa però impazzire il rito del controllo delle statistiche. Chi ha cliccato, da dove, quanto tempo è rimasto sulle mie pagine... ha ordinato tè e pasticcini, o la cioccolata con il peperoncino. Infatti non è un caso che abbia scoperto queste funzioni di ShinyStat solo qualche giorno fa, e dopo l'iniziale meraviglia per la potenza dei mezzi informatici abbia avvertito un vago senso di nausea e rifiuto, e l'insistente vocina che ripeteva "chi se ne frega". Non è un sito commerciale, non è una testata di informazione, non devo dunque fare i conti con l'audiblog ogni mattina alle h 10.00. Ciò che ha valore sono solo i commenti che i viaggianti vorranno lasciarmi, se devo seguire un termometro è a loro che devo guardare. Non escludo quindi di eliminare il contatore, che non ha molta ragione di esistere. In attesa di questa eventuale operazione riporto un articolo di Benni che mi ha divertito e commosso parecchio. Solo per caso è compreso nel post dei mille.

Mi chiedo
di STEFANO BENNI (dal Manifesto, 20 marzo 2004)

Mi chiedo se non sarebbe corretto cambiare la definizione di "pacifisti" in "la maggioranza dei cittadini italiani contrari alla guerra". Mi chiedo, se è sensato e utile manifestare per la pace e penso, se il potere ogni volta ha un attacco isterico, allora deve essere anche più sensato e utile di quanto speravamo.

Mi chiedo se dopo che è stato dimostrato che l'Iraq non possedeva armi di sterminio, è più vile ritirarsi o è più vile accettare ogni menzogna e veleno di questa guerra.

Mi chiedo, se l'occupazione doveva riportare la pace in Iraq, perché si continua a morire più che in guerra. Se ciò è inevitabile, è frutto di incompetenza militare o è in parte pianificato.

Se l'Onu vuole esistere o continuare a lamentarsi che non esiste.

Se quello che dice il Papa sono gaffes.

Se tra i favorevoli alla guerra quanti sono onesti e convinti, quanti stanno soltanto dalla parte del più forte e quanti antiamericani in più ci sarebbero stati se Saddam avesse vinto e fosse diventato il primo petroliere mondiale.

Mi chiedo perché c'è chi diventa pacifista solo quando sa che c'è la televisione a riprendere.

Mi chiedo se quelli che tirano sempre in ballo Hitler è perché temono un suo ritorno o perché rimpiangono i suoi metodi.

Mi chiedo se c'è già un rapporto sulle armi di sterminio di Prodi.

Mi chiedo perché Berlusconi non è ancora andato a Nassiriya e poi me lo spiego. Uno, che coraggio pretendete da uno che ha paura anche di affrontare Fassino? Due, sta aspettando la settimana prima delle elezioni. Tre, il caldo scioglie il fard.

Mi chiedo dove sono finiti Saddam Hussein, Osama e il mullah Omar e se sono già cominciati i provini per il nuovo Satana.

Mi chiedo dove trova tutti questi soldi Al Qaeda se ogni conto era stato bloccato, e come mai si fermano gli aerei per un passeggero sospetto e non si riesce a intercettare un solo carico di armi.

Mi chiedo perché è più facile trovare una tonnellata di esplosivo che un carciofo a buon prezzo.

Mi chiedo se quelli che ti dicono sottovoce che comunque una bomba sui treni a Madrid è un bel colpo contro l'America sono stupidi, sanguinari o ignoranti in geografia.

Mi chiedo quanti strateghi televisivi giocherebbero entusiasticamente coi soldatini e il plastico, se in studio ci fossero i parenti dei soldati.

Mi chiedo se quando andrò a votare, voterò per il nuovo parlamento o per un rinnovo di consiglio aziendale.

Se dopo il voto resterò un cittadino sia nella maggioranza sia nella minoranza.

Se adesso che la Fininvest si è salvata dai debiti scenderanno in campo anche la Tim, la Fiat e il campionato di calcio. Il Bingo sappiamo già che si presenterà.

Se un premier che ha mandato Previti a corrompere i giudici tra tre anni deve ripresentarsi alle urne o al commissariato.

Se un premier che controlla il novanta per cento dell'informazione strilla contro il restante dieci per cento, che bella opinione ha della verità delle sue idee.

Mi chiedo se la sinistra istituzionale comincerà a chiamare le cose col suo nome una settimana prima delle elezioni, oppure la settimana dopo, o mai.

Se non si parla più delle Pidue perché ormai è tutta al governo o perché non è più di moda.

Mi chiedo, avendo quasi cento parlamentari la fedina penale sporca, se non sarebbe meglio sostituire l'obsoleto termine di onorevole col moderno termine di riciclabile. Il riciclabile Dell'Utri, parlando con il riciclabile Pomicino.... Mi chiedo perché la sinistra non ha il coraggio di togliere dalla liste persone che hanno la fedina penale sporca. Mi chiedo perché nessuno parla delle tangenti di Tanzi.

Mi chiedo a chi serve pensare che la magistratura è un monolito e non un istituzione complessa e contraddittoria, fatta di toghe rosse, subumani antropologicamente inferiori, collusi con la mafia, corrotti , piduisti, e uomini onesti che rischiano la vita.

Mi chiedo perché ogni giorno qualcuno mi dice che Sofri sta per uscire, e Sofri è sempre dentro.

Mi chiedo perché i banchieri hanno problemi cardiaci al momento dell'arresto e gli extracomunitari mai.

Mi chiedo perché dopo cinquant'anni di stragi senza un colpevole né sinistra né destra vogliono aprire i dossier segreti. Se è perché ci ritengono poco maturi o troppo maturi per giudicare.

Mi chiedo quando vado in banca se sto consegnando i miei risparmi a una grande mamma premurosa o sto finanziando qualche bancarottiere.

Mi chiedo se di questi tempi ha senso parlare di cultura e rispondo sì, perché questo governo ha una paura fottuta di ogni forma di intelligenza.

Mi chiedo se Goebbles avrebbe detto "quando sento la parola cultura metto mano al telecomando".

Mi chiedo perché nessuno dice che la televisione sta perdendo ascolto e i libri e le biblioteche resistono benissimo.

Mi chiedo perché siamo l'unica televisione in Europa che non ha una vera trasmissione per i libri.

Mi chiedo: se Vespa è il primo piano, chissà che schifo è il pianterreno.

Mi chiedo se è Baget Bozzo ad aver ispirato Jabba di Guerre Stellari, o viceversa.

Mi chiedo come fanno i ragazzi a essere se stessi se la riforma scolastica gli viene presentata da due cyborg liftati, patinati e cotonati come Silvio e Letizia.

Mi chiedo se la società Autostrade dà un Viacard per due mesi agli automobilisti rimasti bloccati per ore nella neve, se li sta prendendo per il culo o sta cercando di dargli il colpo di grazia.

Mi chiedo se faranno prima il ponte di Messina o la bretella di Mestre.

Mi chiedo quando rifaranno un cellulare che serve solo per telefonare.

Mi chiedo se i cortei per la pace sono più veloci o io sono diventato più vecchio.

Mi chiedo cosa avrebbe scritto oggi Luigi Pintor.

Mi chiedo quanto continueremo a definire anomalo un clima ormai normalmente disastroso.

Mi chiedo se un documento di settecento grandi scienziati che prevede il collasso della terra entro cinquant'anni è meno importante di una pieno di benzina.

Mi chiedo se dobbiamo clonare gli uomini o migliorare i prototipi.

Se non sarebbe meglio ammettere che non esiste un Dio ma tante idee di Dio, non un terrorismo ma cento terrorismi, e che ogni guerra è diversa dall'altra, ma abbiamo un mondo solo.

Mi chiedo se il decimo pianeta recentemente scoperto, non sia quello pronto a sostituirci.































































































postato da: Pescetrombetta alle ore 15:27 | link | commenti (12)
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23/03/2004

Manifestazione per l...

Manifestazione per la pace (3)

Non piace nemmeno a me il copia e incolla selvaggio, ma le parole di Bifo sulla manifestazione di sabato, scritte prima del 20 marzo e quindi scevre da ogni riferimento circostanziale, sono davvero illuminanti. In particolare faccio mia la sua riflessione sulla distinzione ormai logora fra terrorismo e guerra, che formalmente, oggi, si riconoscono solo perché nella seconda si fa la cortesia di dire "hey laggiù, arriviamo e vi bombardiamo", che, per carità, può anche essere una cosa importante per salvare qualche vita umana in più. Bifo denuncia l'ipocrisia del chiamare "guerra (nobile, legittima, civilizzatrice) i crimini compiuti dagli assassini americani, israeliani, britannici, russi, e (...) terrorismo (deprecabile orrenda intollerabile incivile) ogni azione che venga compiuta da gruppi di uomini che stanno dall'altra parte", in riferimento alla patetica manifestazione del 18, ideata, non dimentichiamolo, dal sindaco diessino di Firenze. Abbiamo doti autolesioniste che non finiscono mai di stupirmi. Questo tentar di dimostrare sempre, da parte di certa sinistra, di essere bravi belli puliti e moderati, tanto moderati e ignavi da non aver nessun sapore, dove credono che li porterà? Al governo? Probabilmente, tanto è lo schifo per questa destra, per far cosa però? Perseguire le stesse politiche di Berlusconi, ricoprendole magari di una sottile patina liberal-social-democratica? Questo, volendo scavare un po', è già stato fatto, perché non possiamo dimenticare, a titolo d'esempio, che il primo tassello del finanziamento statale alle scuole private Ã¨ stato messo da noi/loro (Fassino e D'Alema amano ripetere ogni volta che distrattamente un microfono scivola davanti alla loro bocca che tutti i partecipanti a queste manifestazioni sono "gente nostra", cioè elettori Ds), con tanto di benedizione papale (a proposito, come è stato bello vedere il leader Maximo alla santificazione del fondatore dell'Opus mafia dei, proprio uno spettacolo da dimenticare, anzi no, da ricordare quando con mano tremante, nell'accogliente cabina elettorale...). Amen. Bifo conclude con l'auspicio che nel 2006 la scelta non sia "tra il male e il peggio". E direi che ce lo dobbiamo augurare tutti. Fassino & C., invece di starnazzare ai quattro venti con la storia dell'aggressione fascista (in parte vera e soprattutto, più che fascista, stupida), dovrebbero riflettere almeno un momento sulle loro scelte, anche non davanti al microfono! Il loro collega Zapatero, che ho avuto il piacere di conosere, è un onesto docente di diritto costituzionale che sulla carta è addirittura più moderato dell'ala più liberal dei nostri Ds. Ma non ha avuto nessun timore ad essere coerente con sé stesso. Durante la campagna diceva che avrebbe richiamato i soldati dall'Iraq. Una volta eletto ha dichiarato che se non ci sarà un intervento dell'Onu ritirerà i soldati spagnoli. Elementare, semplice fino alla banalità. Ecco, trasformiamo il "siamo tutti madrileni" in "facciamo tutti come i madrileni". Almeno a sinistra, un po' di dignità, per favore!
Ed il mio bello sfogo politico del mese l'ho fatto. Per non lasciarvi troppo l'amaro in bocca mi congedo con un pezzo esilarante di Lia Celi, scritto all'indomani della vittoria di Zapatero. Esilarante si, allegro mica troppo. Adios!

Sono latini come noi, mediterranei come noi, cattolici peggio di noi, si sono tenuti un dittatore per molto più tempo di noi, e il loro passatempo preferito è veder seviziare un toro da un tizio vestito da lampadario veneziano: ora, com'è possibile che gli spagnoli riescano a tirare fuori dal cappello leader di sinistra (e perfino di destra) più credibili dei nostri? Perché in Spagna un 42enne può guidare un governo, mentre da noi un branco di 60enni ha problemi a guidare un Triciclo? Perché il premier iberico dovrà rendere conto solo agli elettori, mentre il suo omologo italiano deve rendere conto innanzitutto al Papa e a Bruno Vespa? Insomma, perché loro Zapatero, e noi sempre zappa-sui-piedi? (Lia Celi, 17 marzo 2004)






postato da: Pescetrombetta alle ore 11:22 | link | commenti
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22/03/2004

Manifestazione per l...

Manifestazione per la pace (2)

Come era prevedibile le prime pagine e i commenti degli editorali di ieri sono stati un mero megafono di un episodio non marginale, e se vogliamo carico di significati politici, della grande manifestazione di sabato. Il commento più inquietante e grave è stato a mio parere quello di Stefano Folli sul Corriere di ieri, dove addirittura si considera la contestazione al segretario dei Ds come preludio di una svolta violenta (l'editorialista pensa "terrorista" ma non lo dice) del movimento. Mi è piaciuto molto invece il commento di Pierluigi Sullo, letto sul sito di Carta. Lo riporto integralmente.

L'"aggressione" a Fassino

Metto le mani avanti. Chi legge questo sito, si presume, conosce il lavoro di Carta e, in particolare, l'impegno che mettiamo nella promozione della nonviolenza. Nell'Almanacco di Carta per il 20 marzo, tuttora in edicola, pubblichiamo il saggio di Marco Revelli su "Marxismo, violenza e  nonviolenza", ultimo atto di una lunghissima serie di altre iniziative di questo tipo. Di questo impegno fa parte integrante la critica di certi atteggiamenti di piazza (come il 4 ottobre al vertice europeo, ad esempio), di una certa concezione concorrenziale dell'azione politica, della separatezza dei "ceti politici", e così via. Ciò che ci ha procurato alcune radicate antipatie. Dunque, credo che abbiamo il credito per dire che nonviolenza, per noi, è anche prudenza nei giudizi e attenzione alla verità dei fatti.
Ora, capisco bene, perché è anche la mia, l'amarezza nel constatare che un fatto straordinario come la manifestazione per la pace sia ridotta su giornali e televisioni all'"aggressione" subita dal segretario del Ds, tutti dicono dai Disobbedienti. Un fatto dato per scontato, a cui è seguito un "dibattito" incredibile. Il direttore del Corriere della Sera, Stefano Folli, è arrivato a paragonare quel che è avvenuto sabato alla cacciata di Lama dall'università, nel '77. E ha aggiunto che vi è "un soffio di cupa violenza" tra "gli ingenui pacifisti": ossia, oggi come allora, il ventre del movimento sta generando il terrorismo. La tentazione di dare la colpa di tutto questo ai Disobbedienti è perciò molto forte.
Ma siamo proprio sicuri che le cose siano andate così? Invito tutti a un esercizio spirituale che, controvoglia, noi abbiamo compiuto domenica mattina, e che documenteremo sul prossimo numero di Carta: la lettura, dettagliata e comparata, di editoriali e cronache, a proposito della "aggressione", sui principali quotidiani. La conclusione cui siamo arrivati è che, a leggere con mente sgombra, a trombonate come quelle di Folli non corrisponde alcuna realtà. E lo affermo non sulla base delle numerose testimonianze di persone di nostra fiducia - nessuna delle quali fa parte degli "sconsiderati" che avrebbero "aggredito" Fasino - ma grazie proprio alle cronache dei giornali, da cui si ricava questa successione dei fatti:
a) Fassino si presenta, circondato da un numeroso (e nervoso) servizio d'ordine, mentre su via Cavour sta transitando lo spezzone dei Disobbedienti (il loro camion, per la precisione, è in quel momento fermo all'imbocco di via Amendola, la via da cui Fassino proviene);
b) Fassino viene variamente insultato e fischiato, mentre è fermo in via Amendola, da persone sparse (io non condivido affatto l'epiteto di "assassino", ma fischiare e gridare "Kosovo" non mi pare qualificabile come "violenza", a meno di non sancire la fine del diritto di critica);
c) i Disobbedienti schierano un po' di gente, "incordonata" ma del tutto "disarmata", per impedire il passo al servizio d'ordine di Fassino, cioè per evitare che piombi in mezzo ai loro e, soprattutto, agli "antagonisti" che gli stanno davanti e al "Campo antimperialista" che gli sta dietro, eventualità le cui conseguenze potevano essere molto gravi, anche perché nel frattempo, come fa notare l'Unità, il cordone della Cgil non c'è più;
d) appena arriva all'altezza di via Amendola lo spezzone dei Ds, che era in coda (come da accordi con gli organizzatori), i Disobbedienti sciolgono il
blocco, e Fassino, dicono tutti i giornali, può entrare in via Cavour, mentre dai marciapiede (dice la Repubblica) gente sparsa continua a
gridargli cose come "vai a casa";
e) tra questi contestatori, vi è un gruppo di ricercatori precari in camice bianco e cappio al collo (protestano contro Letizia Moratti, e vogliono dire che la ministra "sta strangolando noi e l'università", e non "vogliamo impiccare Fassino", come fa intendere l'Unità), uno dei quali si avvicina troppo e il servizio d'ordine di Fassino lo allontana "con forza" (l'Unità), così che altri suoi compagni accorrono a difenderlo e, dicono in questo caso
diversi testimoni, vengono presi a pugni e calci;
f) a quel punto, Disobbedienti e altri sparsi risalgono il corteo per affrontare le guardie del corpo di Fassino, le quali, valutata la situazione, decidono di andarsene in tutta fretta per una strada laterale, non senza aver invitato i carabinieri a caricare;
g) a fare le spese di tutto restano i diessini inermi, che vengono bersagliati per qualche istante con arance, aste di bandiera di plastica, bottigliette di plastica, lattine accartocciate e (pare) anche qualche bottiglia di vetro: sono i Disobbedienti, una volta compreso che il servizio d'ordine di Fassino se n'è andato, a far cessare il lancio, mentre il segretario romano dei Ds, Zingaretti, invita con grande responsabilità i carabinieri a stare tranquilli.
Ripeto: tutto (o quasi tutto) questo racconto è ricavabile dalle cronache degli stessi giornali che negli editoriali di domenica, e ancora lunedì in un diluvio di interviste (a Fassino, principalmente), danno per assodato che i Disobbedienti abbiano "aggredito" il segretario dei Ds. Né le immagini dei telegiornali documentano l'"aggressione". Non arriverò al punto da dire che i Ds abbiano cercato questo incidente, come qualcuno sostiene: molto probabilmente è stato tutto assai casuale, oltre che mal gestito dalla "sicurezza" del segretario diessino.
D'altra parte, non solo il comunicato dei Disobbedienti (abituati, come si sa, a firmare sempre quel che fanno, buono o cattivo che sia), dice secondo me, tra le righe, che vi era un accordo per lasciar passare Fassino (come anche scrive l'Unità), ma nel momento e nel luogo giusti, e che la loro è stata una reazione all'atteggiamento aggressivo del servizio d'ordine diessino. Ma anche uno come Paolo Flores D'Arcais, che non è certo un Disobbediente, fa nel sito dei Girotondi una ricostruzione simile.
In conclusione. La discussione sull'autonomia, sui modi di relazione, sugli scopi e i metodi nel movimento per la pace, o altermondialista, o come lo si voglia chiamare, è necessaria e urgente, soprattutto dopo quel che è accaduto in Spagna e dopo l'enorme successo del 20 marzo, in Italia e in molti altri luoghi nel mondo, ciò che, secondo noi, dà sostanza al titolo apparentemente un po' folle del libro di John Holloway: "Cambiare il mondo senza prendere il potere". E' per questo che bisogna liberarsi di ogni tipo di vecchiume. Ma questa discussione va fatta a partire dal rispetto per la verità.
Infine: se il movimento dipendesse dai media, sarebbe morto appena nato, ad esempio dopo Genova, quando si cercò di attribuirgli la paternità dei "black bloc". Invece capita che un milione di persone, o non so quante, ha partecipato a quella straordinaria cosa che è stata la manifestazione di sabato, nonostante l'attivo boicottaggio, la diffamazione e altre slealtà dei media: prima della manifestazione, non solamente dopo. In Italia si vendono ogni giorno meno di cinque milioni di copie di quotidiani. Con quante persone parleranno, una volta tornate a casa, tutte quelle che sono venute a Roma il 20 marzo?
























postato da: Pescetrombetta alle ore 19:18 | link | commenti (7)
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21/03/2004

Manifestazione per l...

Manifestazione per la pace

(20 marzo in America latina, da Peacereporter)
Invidio molto chi riesce a sfornare un'opinione su temi complessi in 5 minuti. Spiacente, non faccio parte della categoria. Quindi rimando a domani il commento sulla manifestazione di Roma alla quale, maledetta insularità, non ho potuto partecipare. Besos a todos!


postato da: Pescetrombetta alle ore 22:31 | link | commenti
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18/03/2004

Quando stiamo andand...

Quando stiamo andando su questa terra? (tanto per buttarla sul ridere)

A volte questo benedetto blog mi spaventa. Ci ho passato, all'inizio, giornate intere per dargli un aspetto decente, poi l'ho abbandonato perché non me ne poteva fregà de meno, e mi detestavo pure per l'impressione di averlo messo su per moda, perché tutti lo facevano. Però no, credo nell'utilità di questo agegio (in generale, non necessariamente del mio) e nella sua potenzialità rivoluzionaria, come dicevo qualche post fa. Il problema è dare una collocazione a quello che scrivo. Ho un'idiosincrasia innata per chi blatera senza aver nulla da dire, occupando magari spazi che altri potrebbero utilizzare molto meglio. Ecco, a parte la consolazione circa il fatto che non sto occupando abusivamente, o per raccomandazione, nessun posto che altri migliori di me potrebbero avere, mi chiedo, a cinque mesi dalla nascita di questo diario pubblico (un'ossimoro), aperto e sprotetto, perché gli abbia dato i natali,cosa voglia farne, per chi e per cosa.
Indubbiamente è nato dalla curiosità per il mezzo, ma anche perché mi piaceva l'idea di fermare le mie impressioni, i miei commenti, e magari di condividerli con chi per caso o per invito sarebbe passato da queste parti. Credo poi sia utile, a distanza di tempo, rileggersi, specchiarsi, capire cosa è cambiato, non solo, pomposamente, in noi stessi, ma anche, più onestamente, nel modo di porsi, nello stile di scrittura, nella scelta dei contenuti da condividere. Questo credo sia molto utile e positivo, sono scettica su chi parla di uso terapeutico della scrittura su blog comunque, mi sembra davvero eccessivo. Che cosa voglio fare di questo schermo a sfondo nero. L'idea all'inizio era più o meno que
sta, "scambiare pareri, sensazioni, informazioni con chi vorrà leggermi, o con chi casualmente passerà da queste parti, su quello che ci capita ogni giorno (la polis nel senso più ampio), con l'auspicio e l'augurio (che faccio per prima a me stessa) che non ci lasci indifferenti." (cito dal primo post, di cui vado abbastanza fiera). Mi rendo conto che non è andata proprio così. La stragrande maggioranza dei post è stata a carattere politico, o meglio, si è trattato di un commento a fatti politici nazionali e locali, ma non voleva essere solo questo. Mi sarebbe piaciuto parlare anche d'altro, magari un po' di me, o di argomenti più intimi, o di buttar giù un paio di idee pseudo narrative che mi frullano per la testa (ma, orrore, splinder detiene i diritti su ciò che scrivo, e se poi qualcuno mi vuol pubblicare? Son problemi, signora mia, non sghinazzi!). Io le avrei anche buttate giù, ma postarle mi sembra un passo al momento prematuro. Non so, a volte mi sembra di percepire il blog come un posto freddo, e per adesso amorfo. La parole importanti, pesanti, hanno bisogno di qualcosa, qualcuno, nel caso delle canzoni, che le accolga, le faccia proprie, le protegga. E per ora il mio diario precario è un po' troppo precario ed instabile, vedremo se cambierà. L'ultima appendice riguarda il per chi e per cosa. Beh, per chi mi sembra ovvio, i miei lettori, che parola presuntuosa ed autoreferenziale! Meglio, molto meglio, i passanti, i viaggiatori impenitenti, precari anch'essi, che il precariato fa trend. Per cosa, ma... domanda delle domande. Perché mi va, per quello che ho detto prima sul fermare i pensieri, sul rileggersi, sul... crescere. Eccola! Ti ho scoperta! Sei (s)caduta (nel/)sul patetico, sottospecie romanzo di formazione. Si, vero, lo ammetto senza abbozzare nessun tentativo di difesa. Ma poi che male c'è? E' inutile che ce la raccontiamo. Del patetico abbiamo bisogno, come del lieto fine. Senza esagerare d'accordo, il diabete sentimentale è in agguato.
E queste cos'erano, parole in libertà? Come minimo, siamo il paese delle libertà. Vaneggiamenti? Hanno una dignità anche loro, non credete? Vi lascio con l'augurio che scrissi nel primo post,

buona esistenza








postato da: Pescetrombetta alle ore 23:10 | link | commenti (9)
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Venid a ver la san...

Venid a ver la sangre por las calles de Madrid

Dal sito della
sezione cilena di Attac vi propongo l'articolo di Luis Sepúlveda sulla carneficina di Madrid. Mi ha colpito la spontaneità delle sue parole, da cui si capisce la sua indignazione sincera, che esprime con le parole più semplici e forse per questo più pesanti. L'unica vera e propria citazione l'ho trovata nella ripetizione del verso "Venid a ver la sangre por las calles", chiaro riferimento alla poesia di Neruda Explico algunas cosas, che potete leggere qua. La poesia fa parte dell'opera Tercera residencia, in cui Neruda riflette sui tragici avvenimenti della guerra civile spagnola e della seconda guerra mondiale.

Venid a ver la sangre por las calles de Madrid. Eran mujeres, hombres, niños, ancianos, la simple y pura humanidad que comenzaba un día más, un día de trabajo, de sueños, de esperanzas, sin saber que la voluntad asesina de unos miserables había decidido que fuera el último.
Venid a ver la sangre por las calles de Madrid, esa ciudad amada a la que llegan todos y todos son bienvenidos. Venid a ver los apuntes, los libros, las herramientas esparcidas entre los restos de la masacre. Venid a ver un día muerto y el dolor de una sociedad que ha clamado mil veces por su derecho de vivir en paz.

Escribo estas líneas mientras escucho los informativos y sólo puedo pensar en la tristeza de las aulas, en la tristeza de las mesas, de los hogares a los que ya no regresarán esos cientos de ciudadanas y ciudadanos, de hermanas y hermanos cuyas vidas fueron segadas en un miserable acto de odio, porque el único afán del terrorismo es el odio a la humanidad, porque no hay causa que pueda justificar el asesinato colectivo, porque no existe idea que avale un genocidio, porque no existe justificación alguna frente a la barbarie.

Venid a ver la sangre por las calles de Madrid, asesinos, y comprobad que si bien es cierto que nos habéis sumido en el dolor, también lo es que con este crimen incalificable una vez más no habéis conseguido nada. El valor de los madrileños que de inmediato se volcaron a socorrer a los heridos, a donar sangre, a facilitar el trabajo de las fuerzas de seguridad y salvamento, fue la inmediata respuesta moral de una ciudad fraterna , de una ciudadanía responsable y solidaria.

Mientras escribo estas líneas sé que los asesinos están en sus guaridas, en sus últimos nauseabundos escondites porque no habrá lugar sobre o bajo la tierra donde puedan ocultarse y escapar al castigo de una sociedad herida. Sé que miran la televisión, escuchan la radio, leerán la prensa para medir los alcances de su cobardía, el infame balance de un acto que repugna y sólo ha encontrado la condena de toda la humanidad.

Venid a ver la sangre por las calles de Madrid, venid a ver un día inconcluso, venid a ver el dolor que desconcierta, a sentir como el aire de un invierno en retirada lleva el ¿por qué? por los amorosos parques, fábricas, museos, universidades y calles de una ciudad cuya única forma de ser es y será siempre la hospitalidad.

Asesinos; vuestra zarpa de odio nos ha causado una herida que no cicatrizará jamás, pero somos más fuertes que vosotros, somos mejores que vosotros, y el horror no interrumpirá ni doblegará esa normalidad cívica, ciudadana, democrática, que es nuestro más preciado bien y el mejor de nuestros derechos.

Venid a ver la sangre por las calles de Madrid y la fuerza de los madrileños. El dolor y la indignación nos une y nos hace más fuertes, el cariño y la solidaridad con las familias de las víctimas es justamente lo que nos diferencia de los asesinos.
Venid a ver la sangre por las calles de Madrid hoy que es 11 Marzo, el día del dolor y del abrazo, el día en que los fanáticos de lo injustificable atentaron por última vez, pero también el día en que la barbarie firmó su propia condena definitiva. Con todo el peso de la Ley y la Razón: ¡A por ellos!

Luis Sepúlveda



















postato da: Pescetrombetta alle ore 10:33 | link | commenti
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17/03/2004

Aiuto!

AAA Ce...

Aiuto!

AAA Cercasi volontario volenteroso che mi spieghi perché supereva è cattiva con me e non mi fa visualizzare le immagini. Grazie!



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16/03/2004

Carovana della pace<...

Carovana della pace

A Sassari domani (nel precedente post azzurro, questo colore indica il carattere locale del contenuto, parlavo erroneamente di oggi) sfilerà la carovana della pace. Appuntamento a partire dalle h 10.00 in Piazza Castello. Maggiori informazione sulle carovane e la manifestazione del 20 marzo nei siti.
www.fermiamolaguerra.it e www.tavoladellapace.it. Partecipate, è importante, mai come ora, cantavano i Csi.



postato da: Pescetrombetta alle ore 23:28 | link | commenti
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Mondo blog

So...

Mondo blog

So che ci sono argomenti ben più seri, ma vagando per i blog, abitudine che ormai mi risucchia nella rete costringendomi ad una dura battaglia per liberarmi, ho trovato diversi post che trattano l'annoso problema delle blogband, con la variante cattiva di bloggang. Il termine è mio, per quel che mi risulta (l'eventuale possessore del relativo copyright mi può contattare cliccando la busta girevole qui accanto), e sta ad indicare aggregazioni più o meno dichiarate di blog scritti da persone più o meno famose. Gli input della discussione sono partiti, mi sembra, dal
blog del creatore di Clarence e dal quello del creatore di BlogAggregator (a proposito, questo si chiama linklog, direttamente da questo blog voi, per curiosità, andrete a dare una sbirciatina ai siti linkati qua sopra. La conseguenza è uno spostamento della vostra attenzione, e se il gesto è ripetuto e reciproco, la creazione di una rete, ma non ho né i mezzi né l'intenzione di fare indagini sociologiche). Le citazioni, per questo post, si fermano qui. E' un dato di fatto, diversi giornalisti o persone per qualsiasi ragione "famosette" hanno messo su un web log, e l'attenzione che ha accompagnato la nascita di questi diari è una diretta conseguenza della fama dei loro autori. Prima di venire fraintesa, questa premessa non vuole portare alla conclusione "ci sono blog famosi ingiustamente seguiti e blog belli e sconosciuti". Infatti l'essere letti ha un importante effetto, una sorta di responsabilizzazione di chi scrive, che non si esercita in soliloqui ma è "costretto" a tener conto delle reazioni di chi legge. E questo, nella maggior parte dei casi, porta ad un miglioramento del blog, ed a guadagnare sono i lettori e, più in generale, la "fama" della cosiddetta blogosfera. Io seguo e partecipo ad alcuni di questi blog (per par condicio non farò alcun nome né dei blog famosetti né di quelli meno noti), perché li trovo estremamente intelligenti e stimolanti, così come ne seguo degli altri meno conosciuti, ovviamente per gli stessi motivi. C'è un dato che li accomuna quasi tutti, e cioè la creazione attorno ad essi di una rete di relazioni, nate spesso (parlo soprattutto dei blog meno noti. Lo so che è una divisione troppo netta, non ignoro le sfumature, ma mi serve stabilire una discriminante) in modo casuale (chiavi di ricerca, catene infinite di link-to-link, tam-tam), che creano un codice di comportamento preciso (io posto sul tuo blog, tu sul mio, io ti metto tra i miei preferiti, tu fai lo stesso). Da questo sono esclusi blog "solitari", raramente per scelta, che ricevono solo visite saltuarie (quando le ricevono). Io ne leggo alcuni (mi riservo la scrittura di un post appositamente dedicato) splendidi, scritti benissimo, e che soprattutto hanno molto da dire.
Il problema che mi pongo, partendo dal fatto che ad avere maggiore visibilità non sono sempre i blog migliori (si, lo so, può essere soggettivo, ma questo è il post di un blog semi nascosto, mica un trattato che pubblicherà il Mulino), e che questo fenomeno è la semplice riproposizione in scala byte di ciò che accade nella realtà editoriale, letteraria, musicale, politica ecc, è il seguente. Mi chiedo se sia possibile, nello strumento considerato (forse un po' utopisticamente) il più democratico, una affermazione dei "prodotti" (abbiamo sdoganato anche la blogeconomia) migliori, considerando, per comodità, il target di utenti mediamente interessati alla politica e alla cultura. L'utilizzo degli aggregatori può essere una soluzione interessante, soprattutto se passerà anche in Italia l'idea degli aggragatori tematici. Al momento quei pochi che esistono non hanno dei criteri di ammissione oggettivi, ma nascono all'interno di "comunità" già esistenti. E qui nasce il "problema" delle blogband, gruppi di blog fortemente integrati fra di loro, che catalizzano una forte attenzione e praticano una più o meno moderata autopromozione. A mio parere questo comportamento, in sè, non è scorretto, ma lo diventa quando concorrono due ulteriori azioni. L'esclusione aprioristica di elementi esterni alla "comunità" e le "guerre" fra le comunità stesse, che le trasformano in vere e proprie bloggang. A parte la considerazione che la posta in gioco non mi sembra altissima, e quindi l'intero dibattito potrebbe essere considerato dall'uomo non informatizzato alla stregua dei pettegolezzi da novella 2000, ho trovato alcune scaramucce tra blog famosetti, e gruppi degli stessi, come qualcosa di poco più che ridicolo, e anche patetico nel momento in cui alcune gesta hanno avuto una notevole eco persino sulla carta stampata. Ma ciò che colpisce è che sono state coinvolte nelle querelle penne affilate ed intelligenti, e gli scambi di opinione non sono stati e non sono all'altezza dell'intelligenza di chi vi ha partecipato.
C'è del ridicolo, ma c'è anche un atteggiamento vagamente snob e corporativo che trovo fuori luogo, ma soprattutto controproducente per l'immagine distorta che si può dare dello strumento web log. A mio parere si tratta di un mezzo eccezionale, per semplicità di utilizzo e per le potenzialità di diffusione. Il "chiunque può avere un blog" non è solo un luogo comune, è una potenzialità enorme. Leggo blog dei paesi più disparati, da cui traggo notizie e conoscenze che nemmeno la cosiddetta controinformazione riesce a darmi, ma anche dalle periferie delle nostre città in cui leggo denunce, disagio, ironia. Leggo racconti veramente belli, leggo segnali di fumo di persone che chiedono aiuto, leggo post vivaci, arguti ed intelligenti. C'è una realtà composita, ma a differenza di altri strumenti di diffusione e di interazione della rete, non mi pare si tratti di una realtà parallela, artificiosa, totalmente (o quasi) svincolata dal mondo reale, tutt'altro.
Per questo motivo ho molta fiducia ed entusiasmo nei confronti delle belle penne che sapranno emozionarmi e farmi incazzare, e sono queste le parole che mi piacerebbe leggere più spesso. Per questo, come ho detto, guardo con sospetto a "comunità" a rischio di trasformazione in bloggang, e mi aspetto che esponenti illuminati della blogosfera o l'auto organizzazione "movimentista" portino ad una svolta. Me lo auguro davvero.

Non voglio trasformare questo diario in forum di discussione "metablogghiche", quindi la lunghezza di questo post compenserà la sua unicità. Il dibattito, se nascerà, si limiterà per il momento ai commenti.
A partire da questo post inauguro la buona abitudine di inserire un titolo.
Buona notte!










postato da: Pescetrombetta alle ore 23:19 | link | commenti (1)
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15/03/2004

Ancora non è detto.....

Ancora non è detto... non è detto che la squadra della mia sorellina non passi alle fasi regionali dell'under 19 (volley, of course). Incrociamo le dita...

postato da: Pescetrombetta alle ore 23:20 | link | commenti (3)
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no title

postato da: Pescetrombetta alle ore 18:48 | link | commenti (2)
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Dimenticavo, perdono...

Dimenticavo, perdono perdono. Domani passa per la mia città, Sassari, la carovana per la pace (per chi non lo sapesse si tratta di uno dei cortei che il 20 si unirà a tutti quelli d'Italia a Roma per il secondo anniversario delle giornata mondiale della pace), dalle h 11 circa. In questo momento non ho sotto mano le tappe precise, ma lo posterò al più presto. PARTECIPATE!!

postato da: Pescetrombetta alle ore 18:19 | link | commenti
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Zapatero vince, e do...

Zapatero vince, e dopo che Aznar si è giocato per eccesso di zelo (e malafede, ovviamente) la rielezione non è stato poi così strano. Vedremo cosa succederà. Innanzitutto con chi si alleerà, dato che non ha la maggioranza di turno. Un segnale ambiguo l'ha mandato però stamane, quando il suo annuncio elettorale sul ritiro dei soldati dall'Iraq si è trasformato in un "li ritireremo a fine giugno se l'Onu non sarà subentrata nel comando della missione, ma ritireremo solo 1000 uomini". Per i miei gusti c'è qualche se e qualche ma di troppo...
A più tardi!
P.s.: vedo dalle statistiche che in parecchi passate da queste parti, giuro che se mi salutate non m'offendo!



postato da: Pescetrombetta alle ore 16:00 | link | commenti (2)
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14/03/2004




¡Madrid,...




¡Madrid, Madrid; qué bien tu nombre suena,
rompeolas de todas las Españas!
La tierra se desgarra, el cielo truena,
tú sonríes con plomo en las entrañas.

Antonio Machado









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...


Tanto per sfiorare un altro tema non da niente


postato da: Pescetrombetta alle ore 20:12 | link | commenti (1)
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Oggi è il caso che s...

Oggi è il caso che studi un po', che entro la settimana sarebbe il caso di consegnare la tesi. Stasera vediamo come procedono le elezioni in Spagna e Russia (vabbè, là lo sappiamo già come andranno a finire). Buona giornata!

postato da: Pescetrombetta alle ore 11:01 | link | commenti (1)
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Manifestazioni autoc...

Manifestazioni autoconvocate di fronte alle sedi del PP in molte città spagnole, si chiede verità, si sospettano strumentalizzazioni, per usare un eufemismo. Per gli hispanohablanti, ascoltate la diretta di cadenaser. Buona notte!

postato da: Pescetrombetta alle ore 00:51 | link | commenti
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13/03/2004

Cominciano le anal...

Madrid, 12 marzo 2004Cominciano le analisi politiche sull'evento, come è giusto che sia. E' giusto che si rifletta, meglio se con distacco (quello possosibile), meglio ancora se con lucidità, senza preconcetti o strumentalizzazioni (è di queste ore la brutta notizia della circolare inviata dal ministro degli interni spagnolo Acebes a tutti gli ambasciatori spagnoli perché enfatizzassero al massimo la pista eta. Il fatto che questa circolare sia stata inviata il pomeriggio stesso dell'11 marzo getta una luce inquietante sulla spregiudicatezza di questa gente). Ho anch'io alcune idee, ho letto molto in questi due giorni, ma soprattutto ho parlato con persone che vivono a Madrid e a Vitoria, che vivono sulla loro pelle il dramma. Rimando però le mie considerazioni alla prossima settimana, adesso non ho la freddezza per parlare di politica internazionale (ammesso e non concesso che la mia quasi laurea in scienze politiche mi dia la qualifica per farlo), sono troppo coinvolta e troppo scioccata. Come ho detto io a Madrid ci ho vissuto per un anno, quelle strade sono anche mie, con quelle persone ho condiviso tanto. E' egoistico forse il sentimento che provo, troppo legato a ciò che ho vissuto là, e non altruistico e "comunitario" come dovrebbe. Proprio di questo discutevo con un'amica che vive a Parigi, anche lei molto colpita. Mi parlava di senso di identità e di appartenenza, come spiegazione del fatto che catastrofi della stessa entità però accadute in Africa o in Medio Oriente non ci toccano allo stesso modo, eppure ci riteniamo persone attente e sensibili. La domanda è, il maggiore distacco verso le tragedie più lontane è mormale, innato, o frutto di condizionamenti culturali nonché, ovviamente, della sensibilità di ciascuno? Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.
Per restare nel campo della cosiddetta blogosfera, segnalo una specie di blobaggregator messo sù in poche ore da una piattaforma spagnola, in cui sono raccolti i post dei blogger (soprattutto madrileni) sull'11-M, potete leggerli
qua.
La fotografia che campeggia alla testa di questo post ritrae il Paseo de la Castellana, il luogo fisico dove purtroppo il mio corpo non c'era, ma la mia mente e il mio cuore, con le mani alzate e pitturate di bianco, accompagnavano in silenzio gli abitanti di Madriz (recita un detto della capitale, de Madrid al cielo, chissà quante volte ieri l'avranno sussurrato pensando alle duecento vittime).



postato da: Pescetrombetta alle ore 17:07 | link | commenti
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12/03/2004

He llevado mucho tie...

He llevado mucho tiempo sin escribir en este blog, por un lado por mi pereza, por otro porque me voy a licenciar pronto y tengo que escribir en otra pantalla (la de word)... Es muy triste que la motivación de mi regreso repentino sea este luto terrible. ¿Que más?

postato da: Pescetrombetta alle ore 19:23 | link | commenti
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Para mis amigos ma...

Para mis amigos madrileños, para quienes nunca he traducidos mis post, pero ya se que algo de italiano conmigo lo han aprendido. Pero hoy me parece justo escribir en castellano para ellos. Come dije antes, espero y se que sepan reaccionar a todo esto, es terrible y aún más lo es la incertidumbre sobre la autoría de este masacre. Y me da mucha rabia también oir de todos lados como vuestra tragedia ya a sido comparada a otra, porqué, así parece, por si no era bastante terrible. El 11-m adquiere mas dignidad si es juntado al 11-s estadounidense, la solidaridad de nosotros extranjeros es mas verdadera si decimos "somos todos madrileños", y no simplemente estoy con vosotros, mis condolencias, un abrazo fuerte. Las palabras son importante y evocativas, pero asi se convierten en retórica, y non mereceis esto, nunca pero sobre todo ahora. Mi pensamiento estará con vosotros esta tarde, en Puerta del Sol, donde muchas veces quedamos para ir por ahi. Un beso. Vuestra italianita

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11/03/2004

Ho vissuto a Mad...

Ho vissuto a Madrid per un anno, da studentessa erasmus. Ho lasciato laggiù molte persone, alcuni amici con cui ancora ho uno splendido rapporto, e la sensazione, forse ingenua ma sincera, di sentire quella città anche un po' mia. Atocha è uno strano posto, non lo diresti stazione. Sembra quasi una grande serra, dato che il suo bizzarro architetto ci ha voluto dentro un giardino tropicale. Ci sono moliti insetti, un'umidità inverosimile, e l'umanità varia tipica dei luoghi di transito. C'è anche un ristorante, carissimo, i giovani bene ci vanno abitualmente. No, davvero, Atocha non la diresti una stazione. Non ho mai mangiato nel ristorante carissimo, ma ho trascorso nella grande serra molto tempo. Ed ora non potrò più tornarci con lo stesso spirito
Stamane ho vissuto momenti orribili, conclusi solo quando sono riuscita a mettermi in contatto con l'ultimo dei miei amici, che per fortuna stanno bene. E sono tanti gli studenti che hanno perso la vita. Vorrei abbracciare fisicamente i miei amici ora più che mai, vorrei incoraggiarli, dopo aver sentito le loro voci spezzate e il loro pensiero incredulo. Animo compañeros, pienso en vosotros, ya sabrais reaccionar a todo esto, un abrazo
postato da: Pescetrombetta alle ore 23:48 | link | commenti
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