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postato da: Pescetrombetta alle ore 23:52 | link | commenti
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Post politically inc...

Post politically incorrect

Gli ostaggi non verranno liberati stasera. Il cda della rai, su proposta di Bruno Vespa, approva l'invio alle famiglie dei prigionieri di una lettera, che dovrebbe rimanere segreta, dove si chiede ai parenti di pazientare fino a lunedì, orientativamente fino alle h 22.45 circa.



postato da: Pescetrombetta alle ore 23:40 | link | commenti (1)
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29/04/2004

Melfi Sata 1994-2004...

Melfi Sata 1994-2004

Mentre la Fiat corre ai ripari, anticipando a ieri notte (anche se poi è saltata nuovamente dopo neanche mezz'ora causa, ufficialmente, il mancato ritiro dei blocchi) una trattativa che si sarebbe dovuto riavviare solo il 4 maggio, e che verosimilmente troverà una soluzione che ponga fine al blocco delle attività nello stabilimento di Melfi (cominciato il 18 aprile), vorrei un momento soffermarmi sulle peculiarità della situazione contrattuale di quegli operai. In un commento scrivevo ieri che la situazione è abbastanza complessa, e non ci si può limitare, per cercare di capire qualcosa di quello che è successo lunedì, a scannarsi sulla diatriba picchetto si-picchetto no.

Scusate la divagazione, ma perdendomi nei meandri di google, cgil-fiom, fiatindymedia e confindustria (per par condicio, of course, ma anche per fare una mini inchiesta con un minimo di serietà) oltre a una miriade di situncoli varii, ho accumulato una mole di informazione tale da avere grosse difficoltà di smaltimento, sistematizzazione in un discorso organico, eventuale riciclaggio... Mi chiedevo quindi, ma i blogger che oltre a fare i blogger lavorano, tengono famiglia, hanno un tempo libero lontano dal monitor magari collegato ad una vita sociale non virtuale, dove caspita lo trovano il tempo di postare inchieste lunghissime e super documentate ogni giorno? Non capisco, o forse è un mio limite non avere gli stessi tessi di produttività di un lavoratore Fiat! Sto divagando troppo, tentiamo di scrivere un'introduzione decente.

Introduzione
Quello che cercherò di raccontare e dimostrare in questo real-blog "che a noi la fattoria ci fa una sega" si può riassumere in poche parole. Mentre l'italico popolo scopriva lunedì l'esistenza di quest'amena località della Basilicata detta Melfi, quei dritti della Fiat se la coltivavano da ben dieci anni, fino a trasformarla in uno degli impianti più produttivi dell'intera Europa (est escluso, of course, che sennò non c'è gusto). La fortuna di Agnelli buon'anima prima, Romiti poi, e Agnelli Umberto (e per i lavoratori, ovviamente) oggi è consistita in una serie di circostanze favorevoli, a livello nazionale ed internazionale. Sostanzialmente molti impianti rischiavano di migrare verso lidi più poveri e a bassa sindacalizzazione, come avveniva ed avviene per diverse multinazionali. Ma il pericolo è stato scongiurato dalle regole un po' più soft vigenti nel Mezzogiorno per chi avesse deciso di metter su baracca da quelle parti. Dall'alto della mia quasi laurea in Scienze Politiche provo a spiegare brevemente in cosa consistevano queste agevolazioni, incrociando la descrizione con altri "aiutini" di cui la Fiat ha beneficiato nell'ultimo decennio, e con la struttura produttiva dell'impianto di Melfi. Proveremo poi a capire perché ad un certo punto il giocattolo si è rotto... Paura, eh? Eh si, c'è da averne.
(fine introduzione)







postato da: Pescetrombetta alle ore 09:12 | link | commenti (2)
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Venti minuti solo ve...

Venti minuti solo venti vedrai... (sulle note del noto jingle pubblicitario "5 minuti solo 5 vedrai...!")

Apprendo da Repubblica che quest'anno il concerto del 1° maggio verrà trasmesso con una leggera differita, si parla di una ventina di minuti, per evitare episodi come le dichiarazioni di Daniele Silvestri o di Meg dei 99 Posse, che l'anno scorso avevano sollevato un vespaio di polemiche. Ma non ci spiegano quale sarà esattamente il metodo che seguiranno. Repubblica on line scrive "La raccomandazione non ha intenti censori ma è solamente di carattere cautelativo [formalmente si vogliono tutelare gli ostaggi]. Sugli eventuali interventi - è stato precisato - proprio per evitare censure ingiustificate saranno decisi di comune accordo dai dirigenti della Rai e dai sindacati." Cioè? Per quindici minuti Cattaneo e i sindacalisti (quali? Se si sono, giustamente, trasferiti in forze a Melfi) si urleranno reciprocamente i calci in c... che si darebbero (la Annunziata farà lo stesso dalla cantina in cui verrà appositamente rinchiusa) e nei restanti cinque il notaio stabilirà chi ha vinto?


postato da: Pescetrombetta alle ore 08:52 | link | commenti (1)
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28/04/2004

Flash! Ma solo tenta...

Flash!
Ma solo tentata, non mugugnate!


Marcello Dell'Utri, nella veste di presidente di Publitalia, è stato dichiarato colpevole di
tentata estorsione, nelle operazioni di sponsorizzazione della Pallacanestro Trapani.




postato da: Pescetrombetta alle ore 22:08 | link | commenti
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Flash! Cose dell'alt...

Flash!
Cose dell'altro mondo


da
Reporter Associati




postato da: Pescetrombetta alle ore 12:36 | link | commenti
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27/04/2004

Comunicazione di ser...

Comunicazione di servizio

Qualcuno mi spiega come si mettono i permalink? ...Lauta ricompensa a chi mi saprà aiutare...
Buona giornata

AGGIORNAMENTO: COME I PIù ATTENTI FRA VOI AVRANNO NOTATO HO I MIEI BEI PERMALINK (cliccare sugli orari dei post per credere!). PUBBLICI E SENTITI RINGRAZIAMENTI ALLA PREMIATA DISCHERIA EL ROCCO 0.01!

P.s.: Annaciao, domani cercherò di darti una mano, scrivimi via mail cosa ti serve con precisione








postato da: Pescetrombetta alle ore 11:06 | link | commenti (12)
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26/04/2004

10 anni di Emergency...

10 anni di Emergency



Se abitate a Milano o Roma non perdete gli Emergency day:

Roma
Domenica 16 maggio dalle 11,00 alle 23,00
Piazza Navona

Milano
Domenica 23 maggio dalle 10,00 alle 20,00
Via Dante

Le date le ricorderemo più in là

AUGURI RAGAZZI, CONTINUATE COSI'!
















postato da: Pescetrombetta alle ore 18:45 | link | commenti (2)
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Melfi, Italia (26 ap...

Melfi, Italia (26 aprile 2004)



postato da: Pescetrombetta alle ore 12:57 | link | commenti (7)
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25/04/2004

LO AVRAI
CAMERATA...

LO AVRAI
CAMERATA  KESSELRING
IL MONUMENTO CHE PRETENDI  DA NOI ITALIANI
MA CON CHE PIETRA SI COSTRUIRÀ
A DECIDERLO  TOCCA A NOI
NON COI SASSI AFFUMICATI
DEI BORGHI INERMI STRAZIATI  DAL TUO STERMINIO
NON COLLA TERRA DEI CIMITERI
DOVE I NOSTRI  COMPAGNI GIOVINETTI
RIPOSANO IN SERENITÀ
NON COLLA NEVE  INVIOLATA DELLE MONTAGNE
CHE PER DUE INVERNI TI SFIDARONO
NON COLLA PRIMAVERA  DI QUESTE VALLI
CHE  TI VIDE FUGGIRE
MA SOLTANTO COL SILENZIO DEI TORTURATI
PIÚ DURO D'OGNI  MACIGNO
SOLTANTO CON LA ROCCIA DI QUESTO PATTO
GIURATO  FRA UOMINI LIBERI
CHE VOLONTARI  S'ADUNARONO
PER DIGNITÀ NON PER ODIO
DECISI A  RISCATTARE
LA VERGOGNA E IL TERRORE DEL MONDO
SU QUESTE STRADE SE VORRAI TORNARE
AI NOSTRI  POSTI CI TROVERAI
MORTI E VIVI COLLO  STESSO IMPEGNO
POPOLO SERRATO  INTORNO AL MONUMENTO
CHE SI  CHIAMA
ORA E SEMPRE
RESISTENZA

Pietro Calamandrei































postato da: Pescetrombetta alle ore 17:19 | link | commenti (5)
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24/04/2004

Saper "scegliersi la...

Saper "scegliersi la parte"

Non ho purtroppo il tempo materiale per scrivere il post che vorrei, ma ce l'ho tutto, e qui anticipo solo qualche tema. Da piccola mi piacevano le bandiere di questo giorno, e mi commuovevano i racconti dei partigiani sopravissuti, mi hanno dato la misura del mio concetto di eroismo, indissolubilmente legato a quelli di sacrificio di sé ed altruismo. Mi inquieta l'idea che fra pochi anni ascolteremo soltanto i racconti dei loro figli e nipoti, e non potremo più guardare quegli occhi che hanno visto tutto.
Non furono in tanti a scegliere la via delle montagne, e lo stesso si può dire per coloro che si arroccarono a quel simulacro di fascismo che fu la Repubblica sociale. La maggior parte degli italiani restò nelle proprie case, e il sostegno ad una o all'altra fazione fu più spesso il risultato di un calcolo che di una reale condivisione di valori. Carlo Rosselli, in "Socialismo liberale", disse che questa forma di ignavia fa parte del codice genetico del nostro popolo.
Mi piacerebbe che non fosse più così. O almeno lo auguro a me stessa. Credo che il modo più alto di ricordare ciò che avvenne sia lo "scegliersi la parte", o più semplicemente lo scegliere, l'impegno preciso e coerente in un qualcosa che renda chiaro da che parte sto/stiamo. Scendere in piazza domani sarà importante, bello (lo è sempre il trovarsi a camminare con chi condivide ciò in cui crediamo), ma anche incredibilmente facile. Che non ci si limiti a quello.

BUONA FESTA DELLA LIBERAZIONE!


P.s.: saranno molte domani le citazioni, mi sembra giusto delegare alle parole di altri quello che io non saprei dire meglio. Per cominciare "Linea gotica"

«Alba la presero in duemila il dieci ottobre, e la persero in duecento il due novembre dell'anno 1944» (Beppe Fenoglio)

Anche la disperazione impone dei doveri
E l'infelicità può essere preziosa
Non si teme il proprio tempo
È un problema di spazio
Non si teme il proprio tempo
È un problema di spazio

Geniali dilettanti in selvaggia parata
Ragioni personali, una questione privata
Geniali dilettanti in selvaggia parata
Ragioni personali, una questione privata

La facoltà di non sentire
La possibilità di non guardare
Il buon senso la logica i fatti le opinioni
Le raccomandazioni
Occorre essere attenti per essere padroni di se stessi
Occorre essere attenti

Luogo della memoria pomeriggio di festa
Giovane umanità antica fiera indigesta
Cielo padano plumbeo denso incantato incredulo
Un canto partigiano al Comandante Diavolo

Non temere il proprio tempo
È un problema di spazio
Non temere il proprio tempo
È un problema di spazio

Geniali dilettanti
In selvaggia parata
Ragioni personali
Una questione privata

La facoltà di non sentire
La possibilità di non guardare
Il buon senso la logica i fatti le opinioni
Le raccomandazioni
Occorre essere attenti per essere padroni di se stessi
Occorre essere attenti
La mia piccola patria dietro la Linea Gotica
Sa scegliersi la parte
Occorre essere attenti per essere padroni di se stessi
Occorre essere attenti
Occorre essere attenti occorre essere attenti
e scegliersi la parte dietro la Linea Gotica
Comandante Diavolo Monaco Obbediente
Giovane Staffetta Ribelle Combattente
La mia piccola patria dietro la Linea Gotica
Sa scegliersi la parte...

Mai come ora...

(Linea Gotica, Consorzio Suonatori Indipendenti)



P.p.s.: accolgo la richiesta di un lettore che mi propone, per una maggiore leggibilità, il giallo in campo nero, vediamo cosa ne vien fuori, che ne pensate?






































































postato da: Pescetrombetta alle ore 21:33 | link | commenti
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19/04/2004

Il gabbiano vero
...

Il gabbiano vero

C'è un blog che seguo da quando è nato, cioè pochi giorni fa, scoperto per la segnalazione di
Gianluca Neri. Si chiama :::Il Gabbiano::: [Dedicato al vero gabbiano Jonathan. Lui vive nel profondo di noi tutti] ed è il diario di una persona che sta in carcere. E' entrato nella mia lettura quotidiana dei blog come un pugno nello stomaco, non so che altro dire. Come in pochi blog mi è sembrato di sentire l'odore di vita realmente vissuta. Se passate da quelle parti fatemi sapere cosa ne pensate.
Se tu per caso atterri nella mia casa precaria un abbraccio, il più stabile possibile.




postato da: Pescetrombetta alle ore 12:53 | link | commenti (7)
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Ultim'ora (o quasi)<...

Ultim'ora (o quasi)

Zapatero annuncia il ritiro delle truppe in 5-6 settimane, o comunque appena possibile, perché comunque, con o senza un intervento dell'Onu, il 30 giugno non ci sarà nessun passaggio del potere politico nelle mani degli iracheni. Paul Bremer conferma, "Condolcezza" poco dolcemente si preoccupa. Come già detto post fa, Zapatero non è un subcomandante Marcos in salsa iberica, è un 42enne docente di diritto costituzionale, nato e cresciuto nel Psoe, non particolarmente brillante né carismatico (soprattutto se lo paragoniamo a Felipe Gonzales), moderato come e più dll'ala più conservatrice dei Ds. Ma guarda un po' a chi mi tocca affezionarmi. In tempi di vacche magre, noi italiani ci si accontenta di veramente poco.



¡Que viva Zapatero!







postato da: Pescetrombetta alle ore 10:48 | link | commenti
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18/04/2004

Di eroi e giornalist...

Di eroi e giornalisti (svogimento e conclusioni approssimative)

Innanzituutto la Dts, al secolo Dyncorp Technical Service, società che si occupa di aerospace & defense (manutenzione di aerei e non solo, dato che frai clienti compare addirittura la NASA, e sicurezza). C'è un aspetto tecnico curioso. La Dyncorp ha un sito, www.dyncorp.com, non so se succedesse anche prima ma adesso se cliccate sul suddetto link si viene automaticamente dirottati su www.csc.com, sito della Computer Sciences Corporation, la società madre alla quale la Dyncorp, Dts per gli amici, appartiene. Insomma, ho fatto anch'io la mia mini inchiesta ma vi consiglio caldamente questa di Delio, perché è completa e super documentata, in una parola inattaccabile. A me non appassiona il dibattito mercenario si-mercenario no, con tanto di riferimenti a convenzioni internazionali per la definizione esatta dello status di mercenario, mi interessano tre cose. Il modo in cui ci si è posti (noi opinione pubblica) nei confronti di questa morte e del rapimento, il comportamento dei giornalisti, il significato e le conseguenze politico-strategici di questo gesto delle (sedicenti?) Falangi Verdi di Maometto.

(continua.)





postato da: Pescetrombetta alle ore 23:11 | link | commenti
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Macrorhamphosus scol...

Macrorhamphosus scolopax

Pensavo che non esistesse, che questo nick buffo che ha fatto venire il buonumore a uliva, fosse solo una geniale invenzione partorita da quella mente folle di proprietà di Vinicio Capossela, invece no.

Il Pesce Trombetta
esiste!!

Vive nel Mediterraneo, of course, frequenta volentieri le coste di Reggio Calabria, ha colori che vanno dal rosso al dorato, mangia crostacei, ha il muso allungato (più che altro sembra una spada, tipo pesce spada de noantri!). Ecco, a parte il muso allungato, mi somiglia molto. Anch'io mangio crostacei, sono abbastanza rossa, vivo nel Mediterraneo. Insomma, Capossela è un genio. L'ho già detto? Vabbè, repetita iuvant. Che cos'è sta storia di Capossela e di pesci trombetta? Un po' di pazienza, per una volta seguo le regole del bravo blogger (soprattutto famoso e fanatico del counter), che suggerisce di centellinare gli argomenti che fanno audience. Nel frattempo ecco a voi

Mister Pesce Trombetta



Sembra davvero la caricatura del pesce spada, è adorabile!

Proseguendo
con le indagini scopro che mantiene sempre una posizione verticale, ma non ci spiegano il perché.In questo tra l'altro siamo parecchio diversi io ed il mio pescenick, ma anche questo lo spiegherò con calma.



Pesci Trombetta di tutto il mondo unitevi!



















postato da: Pescetrombetta alle ore 22:04 | link | commenti (2)
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17/04/2004

Di eroi e giornalist...

Di eroi e giornalisti (titolo)

Come già detto agli albori di questo gazzettino, ribadito recentemente nei commenti e forse intuibile dal titolo di questo spazio, il mio scrivere è e sarà precario ed instabile. Non sempre per pigrizia, comunque non stavolta. Come dicevo a
Codex, anche se internet è il regno dell'"adesso" questa pagina è e sarà spesso demodé e in ritardo sull'attualità. Per scelta, per esigenza e dovere di riflessione. I fatti degli ultimi tre giorni suscitano in me reazioni su diversi temi, per questo rimando il mio commento a domani, come antidoto al tedio domenicale. Posto due vignette che rendono bene il mio stato d'animo, ed anticipano il tema di domani.







Buona serata!











postato da: Pescetrombetta alle ore 19:36 | link | commenti (5)
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13/04/2004

Il sequestro (2)
...

Il sequestro (2)

Sono circa 40, secondo le ultime stime del Corriere on line, i civili sequestrati in Iraq. Dalle h 14.00 ci sono ufficialmente anche
4 italiani. Non mi è molto chiaro se si tratti degli stessi ostaggi di cui si parlava già quattro giorni fa, la Farnesina smentisce, ma senza troppo vigore. Dalla cronologia de la Repubblica emerge infatti che la Farnesina non ha esattamente il polso della situazione, dato che conferma il rapimento cinque minuti dopo l'annuncio di Al Jazeera, mentre pare che il sequestro sia avvenuto fra ieri notte e stamane. I quattro ragazzi appartengono a una (o forse due) società americane che forniscono guardie private di supporto agli eserciti regolari o per la sicurezza delle imprese di ricostruzione che già operano in Iraq. Lo stesso Paul Bremer si serve di questo tipo di guardie per la sua difesa personale. Secondo dati non ufficiali sarebbero, solo in Iraq, circa 15.000 persone. Forza Italia dichiara "non cederemo ai ricatti" che, tanto per divagare, a me ricorda questo, questo, quest'altro e quest'altro ancora.
Qualcuno ha appena fatto notare a Ballarò che le vittime non appartengono soltanto ai paesi considerati (giustamente) belligeranti in quell'area, e che inoltre non si tratta di soli militari, ma anche di pacifisti e di cooperanti. Da questo si capisce che la situazione, come sempre, è estremamente complessa, ed è difficile trovare una strategia che possa portare l'Iraq fuori da questa spirale di violenza.
Ma se leggi su Repubblica le dichiarazioni del tenente colonnello Giuseppe Perrone, portavoce del contingente italiano a Nassiriya, che giorni fa, dopo gli attacchi del nostro esercito a militari e civili dichiara che si è trattato praticamente di un'operazione di polizia, dato che in Iraq non c'è la guerra, allora davvero ti chiedi in che razza di mani siamo, o se credono davvero che l'opinione pubblica sia così idiota (a volte mi rispondo di sì), o se questo è rispetto nei confronti delle vittime del 12 novembre scorso e dei parenti dei soldati che oggi rischiano la pelle, per un ideale non chiaro.





postato da: Pescetrombetta alle ore 22:46 | link | commenti (8)
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Pubblicità ingannevo...

Pubblicità ingannevole (the end)

Stamane è arrivata la risposta dell'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria. Avevo infatti mandato una mail con lo stesso testo dell'appello pubblicato dal blog all'indirizzo
iap@iap.it, che ho trovato sul sito dell'Iap. A parte l'esito purtroppo negativo, come leggerete, mi ha colpito la solerzia dell'Istituto (ho scritto sabato, TRE giorni soltanto, con tanto di Pasqua e pasquetta nel bel mezzo!), anche se sospetto dipenda soprattutto dal (relativo) clamore dell'iniziativa. Comunque eccovi la risposta.

Segnalazione affissioni "Grandi opere avviate per 93.000 miliardi di
lire....."

Con riferimento alla Sua segnalazione, siamo spiacenti di informarLa che,
stante la natura non pubblicitaria ma politica in senso ampio della
comunicazione segnalata, il caso rappresenta una situazione per la quale non
sussistono gli elementi che determinano la nostra legittimazione ad agire.

Voglia gradire, con i ringraziamenti per la considerazione dimostrataci, i
nostri migliori saluti.
 
La Segreteria IAP
______________________________
 
Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria
via Larga 15 - 20122 Milano (Italy)
tel 02 58304941 - fax 02 58303717
www.iap.it

Conservate quest'indirizzo per ogni evenienza!



















postato da: Pescetrombetta alle ore 15:55 | link | commenti (12)
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10/04/2004

Pubblicità ingannevo...

Pubblicità ingannevole



Questo blog aderisce ad un'ottima iniziativa promossa da Rillo Blog, inaugurata qui. Si tratta di copiare nel proprio blog e/o inviare una mail
alla Iap (Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria) con il seguente testo. La pubblicità che vedete quassù infatti potrebbe essere ingannevole ai sensi del Codice di autoregolamentazione.
Partecipate!

Spettabile
IAP,
vi scrivo per chiedervi di far verificare al vostro Comitato di Controllo l’onestà e la correttezza della campagna “Grandi opere attivate per 93.000 miliardi di lire” (
link) promossa da Forza Italia ed esposta in formato metri 6×3 in questi giorni per le strade di Sassari [OGNUNO SCRIVA LA SUA CITTA']. Credo infatti che detta pubblicità sia in contrasto con il codice di autodisciplina pubblicitaria ne:

- l’art. 2 (Pubblicità ingannevole): la trasparenza obbliga a riportare i prezzi in euro. Le lire sono fuori conio da anni, in Italia. Perché non in sesterzi, allora?
- l’art 6 (Dimostrazione della verità dei messaggi): su Repubblica ho trovato riportati altri dati (
link), anche questi attribuiti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Chi mente?

Resto in attesa di un vostro cortese riscontro e vi auguro una buona giornata.
Cordialmente,
Claudia Firino [FIRMA]












postato da: Pescetrombetta alle ore 10:00 | link | commenti (3)
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09/04/2004

Il sequestro

...

Il sequestro

A torto o a ragione, quando si associa la mia terra (la Sardegna, per chi capita qui per la prima volta) alla criminalità, vengono in mente due parole: "Anonima sequestri". Per noi sardi l'anonima magari non è stata sempre così anonima, più che altro omertosa, ma i sequestri, quelli si, li percepivamo (spero davvero di non dover cambiare questo post sostitiendo con il presente) in tutta la loro drammaticità, come tutti. Fra la fine degli anni '80 e la prima metà dei '90 molte persone sono state rapite, fino al sequestro forse più noto, nel 1992, perché riguardava un bambino di soli 8 anni,
Farouk Kassam. Le leggende, ma spesso anche le verità, narrano di prigioni inospitali (ammesso che si possa parlare senza rischiare il ridicolo di prigioni ospitali) ed impervie, di grotte sperdute nelle zone interne, o di case abbandonate alla periferie di piccoli paesi. Mi ritrovavo spesso ad immaginare la vita quotidiana dei prigionieri, mi chiedevo se stavano legati tutto il tempo, se gli veniva concesso di camminare un po' all'aria aperta ogni tanto, cosa mangiavano. La mia fantasia di bambina (magari bambina è eccessivo, avevo tredici anni) si occupava giustamente degli aspetti pratici della quotidianità, e già faticava a ragionare sulle logiche complesse di argomenti come riscatto si riscatto no, o dell'humus socio-culturale in cui erano cresciuti i rapitori.

(continua.)

Ma poi quando i rapiti venivano liberati avevo una paura tremenda di guardarli in faccia. Sempre nel caso di Farouk ricordo che non l'ho visto in tv, fortunatamente, perché quel luglio l'ho trascorso in campeggio. Eravamo nel bel mezzo dei mondiali, nella piazzetta centrale del campeggio era montato un maxi schermo per le partite. Nel pomeriggio, mi pare, l'altoparlante annunciava con voce esaltata che il piccolo era stato liberato, ed invitava tutti nella piazzetta per vedere le immagini dell'evento. Io non mi sono mossa dalla piazzuola (per i non addetti, dicesi piazzuola il fazzoletto di terra-pineta-bosco in cui il campeggista può metter sù casa-tenda-camper-roulotte-sacco a pelo), non avrei avuto il coraggio di guardare quel viso magro, il corpo che a malapena si reggeva in piedi. Però sui giornali locali leggevo tutto, fino all'ultimo trafiletto, volevo sapere come lo avevano liberato, come stava, come lo avevano trattato, se ci sentiva ancora bene nonostante gli avessero tagliato un pezzo di orecchio per "invitare" i genitori a pagare per la sua liberazione.
Per molto tempo, ripensando a questa mia assurda incoerenza, non ho saputo spiegarne i motivi. Ieri, guardando sgomenta il video dei tre giapponesi rapiti, mi è venuto in mente questo episodio e ho realizzato in un istante i motivi di quella reticenza. Quel video, che non è il primo (e mi ha ricordato molto le foto di Moro che i brigatisti mandavano ai giornali), certo, ma è il primo che io abbia visto, ha mandato in frantumi un tabù. La prigionia non era mai stata, nel mio immaginario e in quello di molti altri, immagino, materia di immagini in movimento. Dei prigionieri c'era un prima, un dopo, e delle parole per ricostruire ciò che stava in mezzo. Da un punto di vista strategico non c'è nessuna differenza fra il tagliare un pezzo di cartilagine (quando va bene) e spedirlo alla famiglia perché paghi, ed il mandare in onda un video dove si mostrano i prigionieri terrorizzati, minacciati e umiliati per convincere un governo a ritirare le sue truppe. Ma l'impatto emotivo è totalmente diverso. Un po' come per l'11 settembre, che è diventato nella nostra testa quello che è diventato anche e soprattutto perché quell'aereo che sventra la torre ci si è stampato dentro per bene, così quei due uomini e quella donna bendati che urlano "Allah è grande" segnano un altro passo in avanti nella nostra capacità di guardare in faccia l'orrore. Ed io sinceramente, quel passo non lo volevo fare.

(fine.)

P.s. (ultim'ora): pare che quattro italiani siano stati rapiti, la farnesina non sa non risponde...
P.p.s.: se siete interessati a quel che si pensa in Giappone del rapimento dei tre connazionali potete leggere qua e qua.












postato da: Pescetrombetta alle ore 15:53 | link | commenti (6)
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07/04/2004

E' ancora guerra, e ...

E' ancora guerra, e la combattiamo anche noi

























Poi magari qualcuno mi spiega perché nei quotidiani italiani on line non c'è traccia della notizia del bombardamento, da parte degli Usa, di una moschea a Falluja, assediata ormai da più di 24 ore, forse come deterrente/rappresaglia. A Washington il dipartimento della difesa afferma di non avere nessuna notizia sull'accaduto. Il precipitare degli eventi sembra essere sfuggito di mano agli stessi americani. A parte i facili paragoni con le imprese statunitensi in Vietnam, sconcerta non vedere nessuna via d'uscita nella situazione irachena né per il 30 giugno né per dopo, non mi sembra di intravedere nessun settore e nessuna etnia della popolazione irachena intenzionata a far nascere un dialogo senza armi, vedo la miopia degli eserciti occupanti (chiamiamo le cose col loro nome), assolutamente inadeguati a gestire una situazione così complessa. Non so che altro dire.

Buona notte





























postato da: Pescetrombetta alle ore 23:30 | link | commenti
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06/04/2004

Vespa(siano)

...

Vespa(siano)

Stasera nuova performance (la terza) del Cavalier Banana, a Porta a Porta, nuovamente da primadonna, senza interlocutori (nemmeno fittizi, come i due giornalisti sfigati di due soliloqui fà), con le due vallette Lunardi e Stanca. Immagino magnificherà ancora una volta le magnifiche sorti e progressive del nostro paese, accompagnato dalle centotrenta genuflessioni al minuto del Brunone nazionale.
Non ho la voglia, né la penna brillante per ironizzare su questa notizia incredibile, ma non riesco davvero ad abituarmi (e mi ringrazio per non cedere a questa abitudine) a tanta sfacciataggine e protervia. Ecco, mi hanno rovinato la serata, volevo raccontare il mio sabato sera passato al seguito della mia "sorellina" diciottenne che festeggiava il suo diciottesimo compleanno, con tanto di preudo analisi sociologggica sul mondo dei gggiovani d'ogggi, ma il nanerottolo mi ha fatto passare la voglia.
Spegnete la tv e andate a letto... al massimo leggete i blog!





postato da: Pescetrombetta alle ore 22:43 | link | commenti (2)
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04/04/2004

Ancora sulla Quantit...

Ancora sulla Quantità

"Se è solo nell'acqua limpida che ti puoi specchiare, allora guariscimi, Dio della quantità, dall'affanno e da me!
Dammene da godere della Quantità incommensurabile, ma non ingolfarmi, non farmi perdere nel niente, nel frastuono, nel ristagno, non farmi incasellare i giorni in quelle formette da dolci, giacché nessun giorno è una vaschetta. E' uno sfiato...
Danne ancora al mio cuore... il mio cuore! E' morto mille volte almeno, il mio cuore Ha vissuto addirittura morendo, covando la morte in sé, se l'è tenuta attaccata, ben stretta, senza distinguerla, ed è morto cento volte al giorno. E' la vita... ma è certo, non si muore tutte le mattine, si muore una volta sola."

Ancora da Non si muore tutte le mattine, di Capossela, che riesce a descrivere perfettamente l'"horror pleni" che mi coglie quando so di poter avere accesso ad una quantità spropositata di informazioni. Allora mi prende la smania di raccattare, archiviare tutto quello che posso, in attesa di poterlo poi leggere-vedere-ascoltare-imparare, ma poi quella archiviazione in cartelle colorate, più o meno virtuali, diventa fittizia. Quegli archivi non corrispondono a quello che effettivamente è diventato mio, parte di me. Allora? Allora "non farmi perdere nel niente" diventa la mia preghiera laica del momento, che non saprei a quale dio rivolgere, quindi provo a farne materia di autodisciplina.

Buona sopravvivenza domenicale!

P.s.: un saluto a Marok "il sardo", che ringrazio per le sue mail e le sue parole. A proposito di sardità universale andatevi ad ascoltare in streaming gratuito la versione "ACAU" di Deus ti salvet Maria.











postato da: Pescetrombetta alle ore 16:29 | link | commenti (3)
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02/04/2004

Internet a pagamento...

Internet a pagamento? Si, anzi no

La Repubblica di qualche giorno fa pubblicava un
articolo relativo ad un sondaggio, commissionato dallo stesso giornale e da altri all' Associazione Italiana Editori, dal quale si evinceva che la maggior parte dei navigatori italiani sarebbe disposto a pagare per alcuni servizi (qui i risultati della ricerca, in pdf). Istintivamente la cosa mi puzzava un po', ma quando poi mi son decisa ad analizzare fonti, tabelle, ecc., scopro che qualcuno ha già provveduto, sicuramente meglio di come l'avrei fatto io. L'articoletto che segue è tratto dal blog [falso idillio].

Web, in Italia 21 milioni utenti e la metà è disposta a pagare.
“Sono ormai 21 milioni gli italiani che fanno uso di Internet, pari al 43 per cento della popolazione. E la metà si dichiara disposta a pagare per leggere contenuti editoriali e informativi.”

In realtà Repubblica, come qualche decina di altre testate, riprende il comunicato stampa dell’ente che ha commissionato la ricerca, cioè l’
Associazione Italiana Editori.

Ecco, poi accade che il navigatore, passeggiando, incappa in
questo e leggendo i commenti (grazie a Sergio) ha dei dubbi, “cerca la ricerca” e la trova qui (occhio, è un pdf). E guardando le graziose tabelle con torte colorate, scopre che in realtà:

Il 46% del campione (percentuale composta soprattutto da navigatori più esperti, studenti, 30-39enni e 14-17enni) sostiene che "le informazioni e i servizi dovrebbero essere gratuiti perché l'accesso libero è il principio alla base di Internet".

La "quasi metà disposta a pagare" dice, in realtà:

"non so" (28%),
"solo se non riesco a trovare la stessa cosa gratuitamente" (15%),
"solo se il servizio è ben fatto" (11%).

Ed è una frazione composta soprattutto da quelli che "hanno il Pc ma non navigano in Internet".

(Ora ti becchi il commento)

Ecco, magari sbaglio, (...)
ma a me pare non solo diverso, ma proprio il contrario da quanto strillato dai giornali. Solo se non ne esiste gratuitamente uno analogo, e solo se il servizio offerto è strafigo, solo un 11% di navigatori inesperti dice che pagherebbe qualcosa.
Il dato riportato dai giornali in realtà è dedotto dalla sintesi di una serie di tabelle successive che sembrano fatte da Gianni Pilo (si sa che i dati son dati: dipende da come li leggi...): domande fatte su casi ipotetici le cui risposte sono usate come dichiarazioni di intenti, o che riguardano una casistica fine poco utilizzabile per astrazioni. Si tratta, ad essere generosi, di dati utili a chi ha un servizio a pagamento per sapere in che direzione investire, ma assai poco significativi per ciò che riguarda le intenzioni reali dei soggetti intervistati.

Ad esempio, ascolta questo.
La velocità nel reperimento di informazioni, leggendo le tabelle, sembra emergere come il più importante desiderio dei navigatori, il che conferma più una loro scarsa maturità che una necessità oggettiva di servizi a pagamento: insomma, per gente inesperta servono strumenti più semplici. Il fatto che poi siano a pagamento è solo un’estrapolazione dovuta al modo in cui è posta la domanda.
Il problema riscontrato dal navigatore inesperto, si può pensare, è probabilmente la difficoltà nel reperire informazioni, che in rete sono presenti, ma chissà dove. Ora, se questo è il bisogno, chiunque capisce che la possibilità di costruire un business credibile per soddisfarlo è ammissibile solo se è contemporaneamente impossibile ottenere lo stesso risultato gratuitamente. Il che in internet non succede quasi mai: spesso invece la gratuità è sinonimo di un servizio tecnologicamente migliore. E non per caso, ma per via di una logica intrinseca allo sviluppo delle interfacce in un contesto di relazione orizzontale: le soluzioni proprietarie e chiuse - sto generalizzando, ok, prendetelo con beneficio di inventario - difficilmente riescono a stare al passo coi tempi, per il buon motivo che dieci teste pensano meglio di una se sono ben coordinate (vogliamo parlare di linux vs windows?).

Considerazione finale, che ho pensato tutto da solo con la mia testolina:
chi ha fatto la ricerca ci ha messo del suo per taroccarla, bisogna ammetterlo, e lo strillo di agenzia ha fatto il resto (sulla base, si può presumere, di un lancio fatto dall'ente editori di cui sopra, che evidentemente non è insensibile al fascino dell'internet a pagamento), e va bene...
Ma chi ha scritto il pezzo su Repubblica dovrebbe considerare il tempo che ho impiegato io a trovare il link della ricerca: 3 minuti e 14 secondi (passando per
Googlenews. Servizio gratuito, ops...). Sono minuti ben spesi, direi, se permettono di dare un’informazione in modo un minimo critico. Se no che ti lamenti a fare del conflitto di interessi altrui? Tu c'hai il conflitto di disinteresse!

Il giornalismo è una nobile professione, ve lo dice uno che si è aggregato da poco alla lobby. Credetemi. Ehmm…

Qualsiasi mia ulteriore considerazione sarebbe superflua. Diffondete, diffondete!





































postato da: Pescetrombetta alle ore 12:41 | link | commenti
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