"Chi vive nel nostro tempo
è vittima di nevrosi. Per
vivere bene non bisogna
essere contemporanei"
(Ennio Flaiano)
A tutti i viaggianti, il mio benvenuto



Le incognite sulla morte di Enzo Baldoni
Spero abbiate visto, ieri sera, lo speciale del Tg1 dedicato ai giornalisti morti in zone di guerra. La firma era di Pino Scaccia, inviato per la Rai in territori martoriati dalla guerra. Il coinvolgimento diretto ha influito molto sul taglio dato al servizio, un equilibrio fragilissimo e difficile da mantenere tra la cronaca sobria di cosa significa essere inviato di guerra (e lasciarci a volte la pelle) e il calore che solo la testimonianza diretta può dare. E' stato impressionante vedere in uno stesso servizio le storie di cui magari mi ero interessata volta per volta, il colpo d'occhio è stato duro.
(fonte: il blog di Pino Scaccia)
Le ultime parole erano dedicate ad Enzo Baldoni, l'ultima vittima italiana. E sul caso Baldoni rimangono molti dubbi, troppi punti oscuri e qualche sospetto di scenari "più grandi di noi". Come dice Scaccia, la cosa importante è porsi delle domande. Riporto un contributo (zeppo di link) sulla vicenda, tratto dal blog di Pino Scaccia.
I MISTERI DI WEJDY (link originale)
Come risulta dall'articolo e dalla foto che si possono trovare ai seguenti link
Baltimore Sun >>>
Iraq Headlines >>>
Electronic Iraq >>>
pomeriggio. Questo il pezzo originale apparso il 10 settembre 2004 per poche ore sul blog di Justin Alexander:
"The photo shows Ghareeb with me and Wegdy, another Iraqi friend, sitting on a balony in central Baghdad. It's hard to believe that this fun evening in Karada, discussing very serious things and yet also joking about, was only a month ago. A few days after this photo was taken Enzo Baldoni had arrived and we had another fun evening in Wegdy's flat".
Il pezzo di Justin Alexander, modificato e con l'immagine di "Wegdy" tagliata, è ancora online sul suo blog al link
Justin Alexander >>> (Come post alla data dell'11 settembre 2004).
Il quadro si farebbe poi ancora più inquietante se considerassimo la possibile esistenza di un legame tra la "famosa" lista contenente i nomi delle due Simone ed altri elementi ad esse accomunati, quali Ghareeb ed Enzo (e ci si chiede perchè non Wegdy).
"L'esistenza di una lista è stata confermata questa sera, a Porta a porta, dal commissario straordinario della Croce Rossa, Maurizio Scelli: i nomi delle due volontarie erano in una lista che pare provenisse da uffici dei servizi segreti Usa, e che le individuavano, secondo gli iracheni, come elementi di spionaggio". E Scelli aggiunge anche che "in qualche modo le due ragazze si collegavano a Baldoni e Ghareeb", i cui nomi, però, non sarebbero stati tra quelli dell'elenco in mano ai sequestratori". Repubblica >>>
In proposito, non è inutile sottolineare che a rigor di logica è più facile che una lista stilata dai servizi segreti USA contenga presunti elementi di spionaggio della parte avversa piuttosto che i ...propri!! Pipistro
Il nostro impegno resta quello di capire cos'e' successo a Enzo Baldoni. Cioe' perche' e' successo. Tutte le domande sullo strano ruolo di quel ragazzino che era vicino a Helen durante il tragico viaggio a Najaf servono a chiarire alcuni punti oscuri di una storia ancora troppo piena di dubbi. Bisogna ricordare, per dovere di cronaca, che l'idea di infilare in quell'ambulanza Helen e Wejdy e' stata di Ghareeb. Tutti noi (compreso il capo missione della Croce Rossa) pensavamo che fossero due volontari della Luna rossa. Abbiamo scoperto i loro ruoli diversi solo perche' la colonna e' stata attaccata. All'andata. E, purtroppo, anche al ritorno. Quell'agguato che Helen, testimone diretta, non ha mai raccontato nei particolari. E che Justin ha appena accennato, salvo poi cancellare tutto dopo poche ore. Se volesse chiarire, sarebbe meglio. Per tutti.
Anniversari
(fonte: il blog di Pino Scaccia)
Il giorno dell'anniversario della strage di Nassiriya io non ho detto niente
La vigilia è finita, andate in pace

E magari, se vi avanza del tempo, date un pizzicotto a quelli de il Manifesto.
Premesso che qui fino a quando non leggeremo i dati definitivi non ci lasceremo andare a nessun tipo di dichiarazione (ammesso e non concesso che invece dopo lo faremo), mi ha confortato ieri l'intervento di Massimo Fini a Ballarò. Che, in sostanza, spostava l'attenzione sull'Europa, indipendentemente dal nome del presidente che a partire da oggi avrebbe guidato gli Stati Uniti. Il punto era ed è, l'Europa, premesso che (economicamente) può permetterselo, vuole diventare un soggetto politico autonomo?
(I dati in continuo aggiornamento: qui Repubblica.it, qui Corriere.it)
I semi, i fiori
Riporto una bellissima vignetta di Mauro Biani, che riassume bene il mio stato d'animo sulla liberazione delle ragazze italiane e dei due iracheni, e sulla morte di Enzo Baldoni.
Beslan, Ossezia del Nord, 3 settembre 2004
(Staino, L'Unità, 3 settembre 2004)
13 giugno 1984, addio Enrico
Vent'anni fà un milione e mezzo di persone partecipò a Roma ai funerali del segretario del PCI Enrico Berlinguer (qui un breve filmato). Ero troppo piccola per ricordare. Sono stati le letture, gli studi e gli ultimi scampoli della scuola di partito dell'allora Partito Democratico della Sinistra a farmi conoscere meglio il mio concittadino più carismatico.

Voglio ricordarlo con uno dei suoi discorsi più famosi, purtroppo ancora attuale. Lo trascrivo come promemoria, come monito, come augurio.
La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell'amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell'Italia d'oggi, fa tutt'uno con l'occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt'uno con la guerra per bande, fa tutt'uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semmplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. Ecco perché gli altri partiti possono profare d'essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche. [...] Quel che deve interessare veramente è la sorte del paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude.
(la Repubblica, 1981, intervista di Eugenio Scalfari ad Enrico Berlinguer)

La strage di Piazza Tien An Men (18 aprile - 4 giugno 1989) secondo un murales di Orgosolo
(grazie a La mia Sardegna, qui altre immagini dei Murales)
P.s.: ho dovuto ridurre le dimensioni dell'immagine perché l'impaginazione del blog ne risentiva parecchio, cliccate qua per vedere la foto con la risoluzione ottimale.